
Caccia alla Coppa: Argentina, Francia e Inghilterra sembrano le più attrezzate per il titolo
Da valutare meglio il Brasile, la Germania, che ha stravinto ma contro Curaçao, e la Spagna

Una è in pratica la stessa squadra che ha conquistato il titolo tre anni e mezzo fa con un Messi in versione Benjamin Button, l'altra ha una rosa che la fa assomigliare agli Harlem Globetrotters (visto che siamo in tema di Usa). La terza ha finalmente un'organizzazione e un Harry Kane che segna e regala assist da trequartista puro. Argentina, Francia e Inghilterra, insomma, sembrano al momento le squadre più attrezzate per portarsi a casa la Coppa più bella.
Certo, è ancora presto e non si può dare dei giudizi definitivi dopo una partita. Ancelotti troverà una formula più credibile per il suo Brasile, la Spagna non dovrà sempre affrontare un muro come quello di Capo Verde e la Germania potrà essere valutata meglio contro una nazionale più credibile. Poi non ci si può dimenticare di certe outsider come il Marocco, autore di una prova maiuscola, almeno per un tempo, contro il Brasile e reduce dal quarto posto a Qatar 2022.
Non c'è dubbio, però, che la prova di forza dei campioni del mondo e dei vice in carica, oltre che della nazionale di Tuchel, abbia lasciato un'impressione diversa rispetto alle altre selezioni che puntano in alto. Scaloni si è limitato a fare copia-incolla con l'ultimo Mondiale. Quasi tutti i titolari sono gli stessi a parte Tagliafico, sostituito da Medina, e Di Maria che, per sopraggiunti limiti di età ha lasciato il posto ad Almada. La struttura, però, resta quella. Quattro difensori, tre centrocampisti di sostanza, cervello e gamba (Mac Allister, Enzo Fernandez e De Paul), il Re del calcio libero di muoversi e associarsi dove lo ritenga opportuno partendo dal centrodestra sulla trequarti, una punta (Lautaro) e Almada a coprire la corsia mancina. In fase difensiva è un 4-4-2, con l'esterno dell'Atletico Madrid che si allarga a sinistra, come De Paul a destra, e Messi in coppia con l'attaccante centrale senza doversi sbattere troppo nei rientri difensivi. La fase offensiva è fatta di momenti calcio relazionale, con accumulo di giocatori in una zona di campo e inserimenti improvvisi e verticalizzazioni verso chi punta l'esterno o il centro dell'area.
La Francia ha meno gioco d'assieme ma una rosa talmente impressionante da poter cambiare struttura venti volte a partita. A Deschamps, per venire a capo del Senegal, è bastato mettere Olise alle spalle di Mbappé, facendogli scambiare la posizione con Dembelé. Le soluzioni sono comunque tantissime. Il ct francese ama la concretezza ma schiera tanti giocatori di qualità. Ha provato una sorta di 4-3-3 con il centravanti ombra del Psg quasi mezzala destra, Olise esterno da quella parte con Doué a sinistra e Mbappé punta centrale. Considerando che anche Rabiot è portato all'inserimento, si veniva a creare un sovraffollamento centrale con le fasce presidiate dai laterali bassi. Poi sono bastate un paio di verticalizzazioni sull'attaccante del Real per chiudere i giochi. Deschamps può sbizzarrirsi in mille situazioni diverse, basta fare in modo che la troppa scelta non si riveli un'arma a doppia taglio. Ci sono comunque tanti ct che vorrebbero avere i suoi problemi.
© Getty Images|Tuchel e i fotografi ai Mondiali 2026
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L'Inghilterra, come qualità della rosa, non è tanto lontana dai francesi. Ha battuto la squadra arrivata terza agli scorsi Mondiali, la Croazia, e lo ha fatto mettendo in mostra tutta la qualità dei suoi interpreti, nonostante la prova incolore di Gordon. Tuchel sembra l'uomo giusto per guidare una nazionale. Ha una metodologia d'allenamento più portata ai giochi a tema che alle partite ombra e sembra meno rigido rispetto al passato. La vera forza è la coppia di mediani davanti alla difesa (Rice-Andreson) e la possibilità di variare gli esterni ai lati di Bellingham: Saka o Madueke a desta, Rashford o Gordon a sinistra, con Rogers come alternativa al trequartista del Real. E poi c'è lui: Harry Kane, attaccante e trequartista al tempo stesso, capace di segnare due gol e di tagliare il campo con palloni precisi per le ali o per chi si inserisce da dietro. Davvero unico nel suo genere.