Celeste Polzonetti, ventenne specialista dei 100 ostacoli, va certamente considerata la grande rivelazione di questa prima parte della stagione all'aperto, grazie ai suoi notevoli miglioramenti nella specialità che l'hanno portata, da maggio, a migliorare il proprio personale di ben 34 centesimi rispetto all'anno precedente, sino al crono di 12"74 della seconda miglior prestazione italiana di sempre a 5 centesimi dal record, ma anche a conquistare un prestigioso argento nella finale NCAA, il campionato universitario statunitense considerato il più importante del mondo.
Nata a Desio in provincia di Monza e Brianza il 26 dicembre 2005, l'ostacolista si è trasferita dopo la maturità negli Stati Uniti a Los Angeles, dove vive, studia e si allena, gareggiando per il Team College UCLA Bruins, e dopo un primo anno di adattamento sta raccogliendo i frutti di un grande talento già emerso nelle categorie giovanili, con due ottimi quarti posti negli europei under 18 e under 20, rispettivamente del 2022 e 2023 sempre a Gerusalemme, ma anche con la semifinale dei mondiali under 20 di Lima nel 2024.
Da qualche giorno tornata in Italia, libera adesso dagli impegni agonistici universitari, inizierà domani 20 giugno la sua stagione assoluta nella finale oro dei campionati di società con la maglia della Bracco Atletica, per poi finalizzare la preparazione in vista del suo primo grande appuntamento internazionale rappresentato dagli Europei di Birmingham ad agosto.
© archivio personale Polzonetti
Celeste una grande esplosione agonistica dall'inizio di maggio. Ti aspettavi di poter arrivare a questi livelli cronometrici?
"La mia stagione outdoor è iniziata molto presto, il 4 aprile, e il fatto di avere corso in 13"29 e nella gara successiva in 13"23, considerando che in quel periodo ero in pieno carico, tempi vicini ai miei migliori tempi della stagione precedente, era già stato un ottimo segnale. Gli allenamenti stavano anche andando molto bene e tutto sembrava mostrare che ero pronta per abbattere la barriera e, infatti, un mese dopo circa è arrivato il primo sub 13. In quel periodo però non mi sarei aspettata quanto poi realizzato. Le prime vere indicazioni sono arrivate prima dei regionals a fine maggio, quando i miei tempi in allenamento si sono abbassati notevolmente e mostravano in proiezione crono intorno ai 12"80. Quindi diciamo che in generale sapevo di poter correre forte ma continuare ad abbassare i tempi in maniera consecutiva e costante fino ai 12"74 è stato inaspettato."
Hai fatto un grande tempo in semifinale, ma forse in finale potevi fare anche meglio se non ci fosse stato l'intoppo della tua avversaria che ha sbandato. Pensi sia così?
"In semifinale avevo ottenuto ancora una volta il personale e sapevo che nella finale avrei potuto correre più forte, e infatti sono quasi certa che avrei potuto anche scendere sotto i 12"70. Prima che Scales venisse squalificata, il suo tempo all’arrivo con la caduta era di 12"69, e questo significa che se non fosse caduta avrebbe corso nettamente più forte, probabilmente intorno ai 12"50 e di conseguenza anche io avrei fatto certamente meglio del mio 12"79. Ovviamente nessuno può saperlo con certezza, ma dal video della gara così sembra."
Hai solo 20 anni, ed è normale specie in una disciplina molto tecnica come gli ostacoli veloci, una crescita così forte, ma in particolare c'è stato qualche cambiamento nella preparazione invernale che ritieni possa aver fatto la differenza?
"La mia preparazione invernale in realtà è stata molto simile a quella dell’anno precedente, non ci sono stati molti cambiamenti. La cosa più importante che è mutata è stato il mio approccio durante gli allenamenti. L’anno scorso tutto era nuovo ed ero estremamente spaventata perché non sapevo mai cosa aspettarmi, adattarsi al cambiamento all’inizio non è stato affatto facile. Quest’anno invece, sapevo di essere all’altezza dei carichi e tale consapevolezza mi ha permesso di lavorare con maggior convinzione. Questo é ciò che ha fatto la maggior differenza."
© archivio personale Polzonetti
Il 2026 è stato sicuramente per te già molto intenso, avendo gareggiato da gennaio sino a oggi praticamente senza interruzioni. Adesso che inizierai la stagione delle competizioni assolute, non temi di accusare un po' di stanchezza fisica e mentale?
"Conciliare impegni americani e italiani è sempre un po’ complicato e il timore di arrivare alla stagione italiana stanca sia fisicamente che mentalmente c’è sempre. Quest’anno però sono più tranquilla grazie all’esperienza dello scorso anno. Insieme ai miei allenatori abbiamo pianificato meglio le gare estive in modo tale da dover riuscire ad arrivare in forma agli appuntamenti più importanti. Io comunque amo gareggiare e sono contentissima per gli appuntamenti importanti che stanno arrivando, per cui credo che alla fine questa situazione sia anche un'ottima occasione per allenare corpo, mente e crescere ulteriormente. Anche se dovessi essere stanca e non correre sugli stessi migliori tempi, so che sarà sicuramente d’aiuto per il futuro."
Tu vivi, studi e ti alleni da un paio di anni a Los Angeles. Come è nata questa possibilità?
"È nata dalla mia curiosità per il mondo americano. Durante le superiori infatti sono sempre stata intrigata dal sistema dei college statunitensi ma credevo fossero irraggiungibili. Quando invece ho capito che i miei tempi di allora mi avrebbero permesso di trasformarli in qualcosa di concreto, ho deciso di iscrivermi a una agenzia e provare a parlare con le Università. L'opportunità di Los Angeles è arrivata verso aprile 2024, quando sono stata messa in contatto con Michelle Freeman, la precedente allenatrice degli ostacoli alla UCLA. In quel momento stavo parlando con tantissime strutture e dopo tante attente e lunghe valutazioni, la UCLA mi è sembrata la migliore opzione."
I tuoi inizi sportivi in quale ambito sono avvenuti e in quale sport, direttamente nell'atletica o in altro, e come è scaturita la tua passione per gli ostacoli?
"Ho cominciato da bambina in realtà con la ginnastica ritmica che ho praticato dai 5 ai 10 anni. Dopodiché scoprii l’atletica un po’ per caso, alla festa dello sport di Desio. Quel giorno provai diversi sport e l’atletica mi piacque molto. Decisi così di iscrivermi ai corsi e da quel momento non ho più smesso. La mia passione per gli ostacoli invece è arrivata in maniera molto naturale in quanto all’inizio facevo tutte le discipline, e infatti amavo le prove multiple. Col passare del tempo, però, ho iniziato a migliorare negli ostacoli maggiormente rispetto alle altre discipline, e quindi inevitabilmente ho cominciato a concentrarmi di più su quelli, abbandonando piano piano tutte le altre specialità.".
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Nel fine settimana sarai impegnata nella finale oro dei campionati societari. Cosa ti aspetti da questa gara?
"Per quanto riguarda i CDS non ho grandissime aspettative, in quanto reduce da una settimana di viaggi e jet lag, che non mi permetteranno di essere in condizioni fisiche perfette. Ovviamente però non vedo l’ora di gareggiare in casa con la maglia della Bracco, e sono contenta di usare questa gara per rompere il ghiaccio in Italia, in vista degli appuntamenti più importanti."
Quali saranno i tuoi successivi impegni e come si strutturerà il percorso di avvicinamento agli Europei di Birmingham?
"I miei impegni dopo i CDS saranno i campionati italiani under 23 nella seconda settimana di luglio e a fine mese i campionati italiani assoluti. Dal punto di vista della preparazione, farò due settimane di allenamenti più intensi prima dei campionati under 23, così da poter scaricare prima degli assoluti, cercando il picco di forma per gli europei."
Che obiettivi ti poni per questa tua prima grande esperienza assoluta a livello internazionale?
"Essendo la mia prima volta in nazionale assoluta, punto sicuramente a godermi l’esperienza. Questo momento è sempre stato un grande sogno per me e so che sarà un'emozione incredibile. A livello cronometrico non so ancora cosa aspettarmi dato che arrivo da una stagione americana iniziata molto presto. Vorrei sicuramente confermare di nuovo i miei tempi e sicuramente queste prime gare in Italia mi aiuteranno a capire in che forma sto. Quindi sono sicura che verso luglio sarò in grado di pormi dei reali obiettivi."
In proiezione futura, nei prossimi anni, per quanto hai pianificato di rimanere negli Stati Uniti, e quali sono i tuoi sogni più grandi?
"Il sogno più grande sono sicuramente le Olimpiadi, soprattutto le prossime che saranno proprio a Los Angeles. Dopo aver vissuto lì per quattro anni, esserci significherebbe coronare nel modo migliore un percorso che mi ha cambiata e fatta crescere tantissimo. Inoltre la mia università ospiterà il villaggio olimpico, rendendo tutto ancora più speciale, dato che quei posti sono stati e saranno ancora per un po’ la mia casa lontana dall'Italia. Per quanto riguarda rimanere negli Stati Uniti, a essere sincera mi pongo anche io molto spesso questa domanda. Non so infatti dare una risposta. Adesso qui sto correndo davvero forte e ho trovato il posto perfetto in cui studiare, vivere e allenarmi. Dopo il college però, rimanere qui dipenderà da fattori che ora non posso prevedere. Quindi per ora voglio concentrarmi sul presente e vedere come evolvono le cose."
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