È una delle nuove (e più discusse) regole dei Mondiali, applicata per la prima volta in Turchia-Paraguay ai danni del sudamericano Miguel Almiron. Il 32enne è entrato suo malgrado nella storia per essere stato il primo calciatore a vedersi sventolato un cartellino rosso per essersi coperto la bocca durante un colloquio con un avversario.
Forse ha pesato il cognome sulla maglia o forse arbitro in campo e collega al Var si sono distratti, tuttavia durante Inghilterra-Ghana, Jude Bellingham non ha ricevuto lo stesso trattamento.
Che cos'è successo? -
La scintilla è stata un fallo commesso dal centrocampista inglese ai danni di Jerome Opoku poco prima della fine del primo tempo sotto la panchina del Ghana. Al duplice fischio di Saíd Martínez, Bellingham e il ct portoghese della Nazionale africana Carlos Quieroz hanno provato a spiegarsi in toni non del tutto pacati. Nel corso della discussione sono intervenuti alcuni giocatori di entrambe le formazioni e i fotografi hanno pizzicato il numero 5 inglese che chiariva le proprie ragioni al capitano ghanese Jordan Ayew coprendosi la bocca. Tuttavia, la squadra arbitrale non ha preso alcun provvedimento nei confronti del calciatore del Real Madrid, che nel secondo tempo è tornato regolarmente in campo, venendo sostituito al 73'. Nonostante lo 0-0 finale, Bellingham ha inoltre ricevuto il premio di migliore in campo, riconoscendo però che se lo sarebbe meritato un giocatore ghanese.
Le parole dei protagonisti -
A fine partita Queiroz ha riassunto così l'episodio: "Ha avuto una brutta reazione, con qualche parolaccia. Il mio primo obiettivo era calmarlo perché ero preoccupato che Opoku non fosse al 100% della forma. Una parola di troppo ha acceso un po' di tensione, ma poi ci siamo calmati. Il calcio non è ballare in un salone con lo smoking, sono cose che possono capitare". Il centrocampista inglese ha invece riconosciuto di aver commesso un fallo "sciocco", sottolineando di avere "grande rispetto" per Queiroz e che ci sia solo una "sana competizione".