Il vero Brasile, un grande Vinicius, il primo posto nel girone, il ritorno di Neymar. Solo notizie positive per Carlo Ancelotti dopo una partita contro la Scozia vinta con merito, in qualche tratto dominata, vinta con la fantasia di un fuoriclasse ma anche con la compattezza della squadra. Primo posto nel girone che diventa importante per avere un cammino meno complicato nella fase a eliminazione diretta.
Il primo vero risultato positivo della gestione Ancelotti è la valorizzazione di Vinicius. È il parere di molti opinionisti converge su questo tema: l'attaccante non aveva mai giocato così bene con la maglia della Nazionale, ci voleva proprio l'allenatore che l'ha fatto diventare grande nel Real Madrid. Vini entra in campo con la consapevolezza dei campioni, tenta le sue giocate senza paura e dopo appena sette minuti accetta il regalo che gli viene consegnato, riceve la palla da Rayan dopo l'errore della difesa scozzese, dribbla il portiere ed è 1-0. Ci sarebbe anche il raddoppio un quarto d'ora dopo, annullato però per un contatto quasi inesistente tra lo stesso Vinicius e Hendry. Un giocatore di un'altra categoria rispetto agli altri in campo, per esempio quando da una sua accelerazione bruciante nasce un'occasione per Matheus Cunha, murato. Però Vini ci crede così tanto che nel recupero del primo tempo segna addirittura di testa, portando il risultato sul 2-0. E a dieci minuti dalla fine della partita con uno spunto in velocità va vicino alla tripletta. Ma il bello di questo Brasile è che all'ottima forma di Vinicius corrisponde un ottimo momento degli altri due attaccanti, Matheus Cunha (autore del gol del 3-0) e Rayan, protagonista di un'ottima partita alla prima da titolare.
Ma l'attesa di tutto lo stadio è per Neymar, al suo quarto Mondiale. Un'ovazione lo saluta mentre si sfila la pettorina del riscaldamento. Ancelotti lo inserisce al 31' al posto di Matheus Cunha. Collocazione tattica: falso centravanti. Ovviamente la condizione è quella che è, ma la voglia è tanta. I compagni fanno tutto il possibile per cercare di offrirgli un'opportunità, almeno una. Un tiro lo prova anche, proprio al 90', un po' troppo centrale. Comunque la sua presenza in campo è un gran passo avanti.
Qualche decennio fa, la stessa partita sarebbe stata sbilanciata dal punto di vista tecnico a favore dei verdeoro, ma riequilibrata dal punto di vista fisico per la tradizionale prestanza dei Braveheart scozzesi. Il Brasile di oggi invece accetta di fare a botte con gli avversari senza paura, e in mezzo all'area davanti ad Alisson, i palloni alti li prende quasi tutti Gabriel. Sì, proprio lui, l'uomo che non ha avuto vergogna di versare lacrime disperate dopo aver sbagliato il rigore nella finale di Champions League. L'errore nella prima partita contro il Marocco (gol di Saibari) è stato dimenticato e adesso Gabriel Magalhaes (questo è il suo nome completo) insieme a Marquinhos è una certezza di questa Seleçao.