
Antonelli: "La F1 è una bolla, cerco normalità. Io in testa? All'Italia manca da tanto un campione..."
Kimi si racconta prima del Gp d'Austria: "Sto simpatico a tutti? Cerco solo di essere me stesso e di dire la verità"

A tre giorni dal Gran Premio d'Austria, Kimi Antonelli si racconta a La Repubblica. Nelle sue parole, la voglia di restare davanti a tutti nella classifica piloti della Formula 1, ma anche il desiderio di normalità una volta lontano dalla pista.
Certo, il 19enne bolognese è ormai tra i simboli sportivi del nostro Paese: "So che ci sono aspettative alte, sono onorato di rappresentare l'Italia ed è bello salire col tricolore sul gradino più alto del podio. Cercherò di ripetermi perché all'Italia manca da tanto un pilota che vince il campionato e mi piacerebbe essere il prossimo".
Sempre coi valori insegnati da papà Marco e dalla famiglia: "Restare coi piedi per terra, umile, autentico. La Formula 1 è bellissima, ma è come stare dentro una bolla lontana da tutto e da tutti".
Sensazioni che ritrova quando torna a casa: "Rientrare mi serve a fare la vita di un ragazzo normale. Lo sport agonistico ti fa maturare in fretta, lavori con gente più grande, devi rispettare standard e regole, avere disciplina. Continuo a divertirmi con i miei amici però mi accorgo di essere diverso. Penso in un modo diverso e senso la distanza. Per accorciarla, cerco di comportarmi come un ragazzino", sottolinea il pilota della Mercedes.
Perché Kimi sta simpatico a tutti? "È una domanda che mi faccio anche io. Forse perché cerco di essere me stesso? Sono uno che dice la verità, non mi vedo diversamente da così e credo che questo faccia piacere e si vede da fuori".