
Germania, certezze scalfite: Neuer insicuro, Sanè segna ma poi sbaglia tutto
Musiala non ha ancora recuperato del tutto dall’infortunio ma ha bisogno di giocare: solo su questo ha ragione Nagelsmann

Una Germania così non se la immaginava nessuno. Schierata con tutti i titolarissimi, già qualificata alla fase successiva, sicura del primo posto, ha segnato subito e poi ha staccato la spina, consegnandosi senza grandi capacità di reazione nelle mani di un Ecuador ruvido ma determinato, anche qualitativo nelle giocate dei suoi attaccanti. Voto bassissimo alla difesa della Germania, insufficiente il centrocampo, rivedibile l'attacco che ha creato abbastanza ma sbagliato molto. Nemmeno l'ingresso del talismano Undav ha raddrizzato la situazone.
Massimo rispetto per la carriera infinita e gloriosa di Manuel Neuer, ma chissà se è stata una buona scelta quella di farlo tornare in Nazionale per giocare titolare in questo Mondiale: con la partita contro Ecuador, il totem del Bayern subisce gol da 8 partite di fila al Mondiale, un record negativo. L'ultimo cleen sheet è stato nella finale del 2014 contro l'Argentina. Anche in questa edizione la Germania ha preso gol in tutte le partite del girone. Qualche colpa, se non tutte, il portiere ce l'ha di sicuro. Ad esempio sul gol del 2-1 per l'Ecuador segnato da Plata, si è fatto soffiare il pallone che pensava di avere tra le mani. Vero anche che i difensori, soprattutto Tah, non gli hanno dato una grande mano, però si sono intraviste in molti momenti delle incertezze che non sono da Neuer, diversi malintesi con i difensori, qualche pallone che poteva essere fermato e invece è stato respinto. Neuer non dà più la sicurezza di un tempo alla squadra e questo alla lunga può diventare un problema serio.
Finalmente anche Leroy Sanè ha iscritto il suo nome nel tabellino di marcatori della fase finale di una grande manifestazione internazionale. Nelle partite precedenti delle occasioni c'erano state, magari non pulitissime, però erano andate sprecate. Stavolta Sanè non ha avuto nemmeno bisogno di pensarci sopra. La palla gli è arrivata pulita, rasoterra. A lui è bastato un tocco di piatto sinistro per scacciare gli incubi che stavano cominciando a diventare insistenti e per dare ragione al suo CT Nagelsmann che continua a schierarlo titolare nonostante un forte movimento popolare che lo vedrebbe volentieri in panchina. Dopo il gol e soprattutto nel secondo tempo, non è facile stare nel partito di quelli che lo vogliono in campo. Molti errori e molte palle perse, un gol mangiato a un quarto d'ora dalla fine.
Partita dopo partita, giocata dopo giocata, Jamal Musiala si sta avvicinando a quello straordinario prototipo di giocatore che ha dimostrato di essere prima del grave infortunio che gli ha fatto saltare una consistente parte di questa stagione. Tutti i giocatori con caratteristiche offensive schierati dalla Germania hanno qualcosa di superiore alla media, ma Musiala ha le potenzialità più alte in assoluto. Lo dimostra anche contro l'Ecuador, resistendo a un pressing forsennato, uscendo da assedi di tre o quattro avversari, scegliendo sempre i tempi giusti per servire i compagni. Nagelsmann sa benissimo che il suo giovane campione ha bisogno di minuti in campo e glieli sta dando.