Tennis, Sabalenka: "Concentrata solo su di me, impaziente di rivedere Serena Williams"

© Getty Images

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"A questo punto della mia carriera non mi concentro più sulla classifica. Penso di aver imparato, nel corso degli anni, che nel momento in cui inizi a fissarti sul ranking, le cose ti sfuggono di mano. Io mi concentro solo su me stessa. Qualunque cosa faccia lei (Elena Rybakina, ndr) qui, è la sua vita, è la sua storia. Io penso alla mia, alla mia storia. Spero semplicemente che, alla fine di questo torneo, io possa continuare a essere al vertice".

Così Aryna Sabalenka, numero uno del ranking Wta, parlando durante il media day in vista dell'esordio a Wimbledon. Tra i temi toccati c'è anche inevitabilmente il ritorno in campo in singolare di Serena Williams. "Non so fin dove potrà arrivare - ha dichiarato Sabalenka in merito al piazzamento finale dell'americana - Sono davvero entusiasta di vederla giocare. È incredibile. Ho sentito che ha detto di volerlo fare affinché le sue figlie possano vederla giocare. Per loro è una cosa davvero emozionante. Quello che sta facendo è straordinario. E poi stiamo parlando di Serena Williams: tutti ne parlano. Sta attirando ancora più attenzione sul tennis, ed è un bene per questo sport. Sono davvero impaziente di vederla giocare". 

La tennista bielorussa ha toccato poi il tema del montepremi. "È un ottimo inizio che abbiano aumentato il montepremi. È davvero un ottimo inizio - ha confessato - Se guardiamo agli ultimi dieci anni e confrontiamo il montepremi con quello del 2016, in realtà siamo più o meno allo stesso livello, perché nel frattempo era diminuito ma è un ottimo punto di partenza. Spero davvero che finalmente riusciremo a sederci attorno a un tavolo e a risolvere la questione, arrivando a una conclusione che soddisfi tutti. Spero anche che non ci sia mai più bisogno di affrontare di nuovo questo tema".

Sconfitta nei quarti di finale a Parigi, la numero uno del mondo aveva prima dichiarato di volersi chiudere in una stanza per "poter sfogarmi e rompere tutto quanto", salvo poi ravvedersi e affidarsi a uno psicologo nella speranza di volersi lasciare alle spalle quel risultato senza che nessuna ombra venisse in futuro a farle visita. Una scelta che lei stessa ha rivendicato come giusta.

"Credo che si tratti soprattutto dell'aspetto mentale del gioco. Quando ho iniziato a lavorare con una psicologa, ne avevamo parlato con il mio team e sapevamo che, prima o poi, sarei tornata da lei. E così è stato - ha raccontato la bielorussa - L'ho ricontattata. Non volevo cercare un'altra persona, perché con qualcuno di nuovo devi ripercorrere tutta la tua storia, raccontare tutto da capo e fare in modo che quella persona ti conosca e ti capisca a fondo. Sono tornata da una persona che mi conosce davvero molto bene. Per ora abbiamo ripreso a lavorare insieme. Sento semplicemente il bisogno di avere qualcuno con cui sfogare tutti i miei pensieri, per fare un po' di chiarezza nella mia mente prima di un grande torneo".