IL COMMENTO

Russell tra freddezza e furbizia: per Antonelli una lezione da imparare

Il controverso finale delle qualifiche di Spielberg si presta ad una riflessione sulla straordinarietà dei piloti da Gran Premio

di Stefano Gatti
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Quando c'è di mezzo la sicurezza bisogna andarci con i piedi di piombo. Che poi i piloti di Formula Uno il piede ce l'abbiano "impercettibilmente" pesante - anche e soprattutto in situazioni limite come quelle delle qualifiche di Spielberg - è una curiosa coincidenza che ci permette di sottolineare un dato di fatto: i piloti da Gran Premio (uno per l'altro) sono gente fuori dal comune, che viaggia costantemente sul filo del rasoio, perfettamente consapevoli di quello che fanno, soprattutto sotto pressione. Muovendosi negli spazi ristrettissimi (e nei tempi millesimali) di questa terra di...nessun altro, i più bravi fanno la differenza sul resto del gruppo. A Spielberg Russell è stato il migliore, il più freddo, il più scaltro. Il più furbo, se volete. 

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A modo suo lo hanno confermato i suoi stessi colleghi ai microfoni. Tra loro anche Kimi Antonelli. Il nostro ha ammesso senza tanti giri di parole (dopo tanto giorni da gallo) di essere stato un po'... pollo. Lasciando intendere che non ci ricascherà più. Detto da lui, dal leader del Mondiale, vuol dire una sola cosa: che la polemica lascia il tempo che trova, dura lo spazio di un pomeriggio, ed è unicamente funzionale ad un rumore di fondo che nel giro di poche ore sarà sovrastato dal rombo dei motori allo spegnimento del prossimo semaforo rosso.