MONDIALI 2026

Tabellone Mondiale, l'analisi: altra finale Francia-Argentina? Incognita CR7, Messi aspetta Kane o Vini

Il secondo posto del Portogallo rimescola le carte: Cristiano sulla strada di Spagna e Germania o Francia. Dall'altra parte autostrada per le sudamericane? 

di Paolo Borella

Colombia-Portogallo non era la sfida più attesa dei gironi di questo Mondiale solo per la comunità colombiana di Miami che ha portato a centinaia di migliaia di richieste di biglietti e ai conseguenti prezzi folli. Lato calcistico, tutti gli appassionati aspettavano la mossa di Cristiano Ronaldo.

Per avere una conferma sul piano realizzativo dopo la doppietta al modesto Uzebekistan di Cannavaro, ma anche su quello di squadra. Il gruppo di Martinez resta temibile pur poggiandosi sul 41enne CR7? Risposta: al momento no.

Poco importa. Se tutti i tifosi e i curiosi aspettano la prossima mossa di Cristiano, che lo odino o lo amino, nessuno degli avversari ha in realtà così tanta voglia di affrontarlo. Il secondo posto nel girone e il conseguente tabellone non è una bella notizia per loro quanto per il Portogallo, pronto a diventare mina vagante del torneo.

Ok, il Portogallo resta una big, ma considerato il rendimento recente e le altre squadre che si aggirano da quelle parti, giusto ridimensionarlo. Ronaldo e compagni ai sedicesimi affronteranno la Croazia dell'infinito Modric e dal cuore grande, argento e bronzo nelle ultime due edizioni, poi eventualmente la Spagna campione d'Europa. Belle partite per chi sta sul divano, meno per Dalic e de la Fuente che devono affrontare il vecchio saggio e i suoi compagni.

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Probabile un ottavo di lusso tra Francia e Germania, mentre chi avrà la meglio tra Olanda e Marocco avrà la strada spianata verso i quarti. Quasi esagerato definire sorprese Paraguay e Svezia, uscite dal calderone delle terze; lo stesso può valere per Canada, Sudafrica e Bosnia, entrate al ballo senza invito o quasi. 

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Interessanti invece gli Usa di Pochettino, che sbarazzandosi dei bosniaci potrebbero poi dire la loro agli ottavi contro un tiepido Belgio oppure con un Senegal obbligato a portare alta la bandiera africana, insieme alla Costa d'Avorio su tutte. 

Cristiano Ronaldo a parte, Francia-Spagna resta la semifinale più probabile, pur con qualche incognita (soprattutto europea) in più. La terza favorita per il torneo, l'Argentina, passerà dall'altra strada e dalla parte bassa, e sulla carta meno complicata, del tabellone. 

Senza il Portogallo che avrebbe dovuto prendere il posto della Colombia e sfidare il Ghana, Messi può contare su un'autostrada o quasi verso la terza finale Mondiale della carriera, la seconda consecutiva. O meglio, fino alla semifinale, dove potrebbero stagliarsi sul suo cammino una tra Inghilterra e Brasile.

La tavola albiceleste appare davvero apparecchiata pensando all'esordiente Capoverde e poi a una tra Egitto e Australia. Dopo, nel caso, la vincente del quadrangolare Svizzera-Algeria/Colombia-Ghana con gli elvetici forse fin troppo sopravvalutati grazie ai 7 punti conquistati in un girone tutt'altro che di ferro. 

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In semifinale, come detto, Brasile o Inghilterra. Tra Repubblica Democratica del Congo e Messico/Ecuador, solo l'ambiente del possibile fattore campo avverso potrebbe complicare il cammino di Tuchel. 

Meno scontato il percorso per Ancelotti, tra un Giappone credibile e Costa d'Avorio e Norvegia che si sfidano anche per candidarsi a sorpresa del torneo. Però... quello tra Vinicius e Kane sembra uno scontro di livello Champions già impostato per la semifinale.

Scontato dirlo, ma proiettandoci alla finale ora che sono ai lati opposti del tabellone, il remake di Francia-Argentina resta la soluzione più probabile pensando alla serata italiana del 19 luglio a East Rutherford. Restiamo però aperti ai colpi di scena, a partire da Marocco e Giappone, possibili killer silenziosi per due big come Olanda e Brasile. 

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La Germania non sarà cliente facile per la Francia, gli Usa possono potenzialmente giocarsi il pass per la semifinale, l'Inghilterra può temere il Messico nel fortino dell'Azteca.

Il resto sembra più scontato. Però poi c'è lui, Cristiano. Non è riuscito a indirizzare i suoi verso un tabellone più morbido, ha sofferto guardando gli attaccanti rivali prendersi la vetta della classifica cannonieri, ma guai a scrivere la fine della storia senza il suo permesso. 

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