Oscurata dalla Red Bull (ma anche dalla McLaren...) nel ruolo di prima sfidante della Mercedes, a Spielberg la Ferrari ha lasciato a bocca aperta non tanto per l'involuzione dopo la vittoria di Barcellona, quanto per lo sviluppo anomalo e a tratti sconcertante del suo weekend austriaco. In ritardo sulla concorrenza nelle prove libere del venerdì, da prima fila in qualifica, poco incisiva e mai in lotta per il podio (pur con due macchina nelle prime tra caselle della griglia di partenza, appunto. A ruote ferme piloti e management della Scuderia hanno parlato di power unit non all'altezza di quelle dei rivali (Mercedes e Ford/RB) e di strategia errata. Va a finire che la bella vittoria di Hamilton a Barcellona finisce per ridursi ad un exploit invece che - come motli speravano - dare il via ad una tendenza.
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Bypassando le prossime tappe di Silverstone e Spa-Francorchamps, sir Lewis ha già dato appuntamento al Gran Premio dell'Ungheria di fine luglio per rivedere una Rossa in grado di puntare alla vittoria, quando però sarà verosimilmente troppo tardi per covare ulteriori chances di corsa al titolo al via del girone di ritorno del Mondiale un mese più tardi in Olanda. Con il risultato che - ancora una volta - il passaggio-chiave di Monza del primo weekend di settembre - possa nuovamente trasformarsi nel classico appuntamento che non si può fallire ma... nulla più di questo.
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Il Team Principal Vasseur e (ancora lui) Hamilton hanno a parole rinviato al prossimo anno i sogni di gloria. Per certo, questa stagione ha ancora molto da offrire, anche dal punto di vista degli aggiornamenti tecnici (il prossimo in casa Ferrari è atteso per la seconda parte del Mondiale). Serve però tutta la continuità nell'esecuzione di un weekend di gara che alla Scuderia ha clamorosamente fatto difetto in Austria. Questa va pretesa nell'immediato, sullo sviluppo della power unit è chiaro che i tempi sono molto più lunghi.
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Da recuperare in tempi ugualmente brevi c'è poi la fiducia di Charles Leclerc. Autore di un discreto avvio di stagione, il monegasco si è perso per strada proprio sulle strade della sua Monaco, nel weekend iniziato con la sua riconferma il rosso. I numeri parlano chiaro: 75 punti nei primi cinque Gp, solo quattro (quelli dell'ottavo posto di Spielberg) negli ultimi tre appuntamenti (72 e 53 per Hamilton). A fine GP d'Austria Charles ha ribadito di non avere ancora in mano la SF-26: al capolinea del primo terzo di stagione (GP più, GP meno) è una sorta di dichiarazione di resa. Tocca casomai a lui smentire se stesso.