ATLETICA

Tortu riparte dai 200 metri di Eisenstadt in Austria verso gli Europei di Birmingham

Intervista esclusiva al velocista oro olimpico della 4x100 a Tokyo 2021, al rientro agonistico dopo un grave infortunio in gara a fine gennaio

di Ferdinando Savarese
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Filippo Tortu sarà sui blocchi di partenza dei 200 metri uomini del Raiffeisen Austrian Open, Meeting Silver del Continental Tour 2026, in programma mercoledì 1° luglio nella Leichtathletikarena di Eisenstadt in Austria, per quello che sarà il suo debutto agonistico nella stagione all'aperto 2026, anno iniziato per lui in maniera molto sfortunata perché il 31 gennaio a Magglingen in Svizzera, si è procurato un grave infortunio dopo pochissimi appoggi nella sua gara di esordio al coperto sui 60 metri.

Per il 28enne velocista lombardo, primo uomo nella storia italiana ad avere abbattuto il muro dei 10 secondi netti sui 100 metri nel 2018 con il tempo di 9"99, una prova test importante e significativa per valutare le proprie condizioni dopo il lungo stop che gli ha impedito, tra l'altro, di partecipare alle World Relays di maggio a Gaborone.

Il suo rientro avviene in ogni caso a circa 6 settimane dall'appuntamento per lui primario dell'anno, rappresentato dagli Europei di Birmingham, che si svolgeranno dal 10 al 16 agosto, manifestazione che l'ha visto conquistare sui 200 metri la medaglia di bronzo a Monaco di Baviera nel 2022, l'argento sulla stessa distanza a Roma 2024 dove però è stato anche oro con la staffetta 4x100.

C'è quindi tutto il tempo per far crescere la condizione nel migliore dei modi e, alla vigilia della sua partenza per l'Austria, il suo stato d'animo appare molto sereno in attesa del riscontro agonistico oggettivo che solo la gara potrà fornire.

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Filippo, un inizio di stagione molto sfortunato con un infortunio, poi rivelatosi grave, nella prima gara dell'anno su un 60 indoor. Cosa è successo esattamente? 

"Esatto, è stato un inizio davvero complicato perché più o meno al terzo o quarto appoggio della prima gara ho sentito un forte dolore alla coscia sinistra, che è risultato essere una lesione di 3° grado del muscolo semitendinoso di circa 35 millimetri. Un infortunio piuttosto grave che mi ha tenuto fuori dalla pista per quasi quattro mesi, che sono stati di intensa riabilitazione."

Un recupero piuttosto lungo ma adesso stai bene e pronto per tornare a gareggiare. Come ti senti fisicamente e quali le tue sensazioni in allenamento?

"Dopo essere stato seguito molto bene dal mio allenatore che è mio padre Salvino, dal mio fisioterapista Claudio Lomma, e dal mio preparatore Stefano Serranò, con cui abbiamo svolto un lavoro secondo me ottimo, ho ripreso a correre da poco più di un mese e, posso dire adesso che il telaio è in ottime condizioni, ma quello che manca è far salire un po' i giri del motore."

Quale sarà il tuo programma agonistico di avvicinamento agli Europei di Birmingham e su quale disciplina punterai?

"Farò tre gare a luglio nei 200 metri, una il primo luglio in Austria a Eisenstadt, le altre non lo so ancora, ma idealmente una a metà e una a fine mese, proprio come preparazione per gli Europei, dove punterò sui 200 metri e sulla staffetta."

Anche nel 2025 sei stato condizionato da alcuni problemi fisici che ti hanno portato a gareggiare nei mondiali di Tokyo in condizioni sicuramente non ideali, al punto da dover rinunciare alla 4x100 dopo la batteria dei 200? Con quale spirito ti senti pronto adesso nel ricominciare?

"Quello dell'anno scorso in Giappone è stato in realtà solo un piccolo risentimento muscolare che non mi ha consentito di esprimermi al meglio, e devo dire che è stato difficile da un punto di vista emotivo dover poi rinunciare alla staffetta. È stata però la scelta giusta, anzi non avrei dovuto neanche correre i 200 metri, concordata di comune accordo col settore tecnico, con il professor Di Mulo e Giorgio Frinolli. Una rinuncia dolorosa che però mi ha dato un'ulteriore carica per iniziare al meglio la preparazione dell'anno, ed è la stessa sensazione che sto provando ora dopo l'infortunio, perché c'è sempre quella voglia di rivalsa e di riscatto che ti fa dare poi qualcosa in più."

Sono passati poco più di 8 anni dal quel 22 giugno 2018 quando correndo in 9"99 a Madrid sui 100 hai dato la prima grande svolta a un'atletica italiana in crisi. Quale è il ricordo più bello di quella calda serata spagnola?

"Oltre naturalmente alla gara e al momento in cui ho letto sul tabellone il risultato, ho due bei ricordi di quella trasferta. Uno di questi è il viaggio di andata in aereo. Mi sentivo talmente tanto sicuro di ottenere quel riscontro cronometrico, che lo reputavo già quasi una cosa fatta nella mia testa, perché era un momento che già avevo immaginato tante volte, per cui avevo solo paura che cadesse l'aereo e di non potere quindi fare quanto già ero certo avrei fatto. E l'altra cosa che mi ricordo molto bene, è quando sono andato a cena poi con amici e familiari dopo la gara, perché siamo andati a mangiare una bistecca in un bellissimo ristorante di Madrid."

Per tutti sei l'eroe, specie perché ultimo frazionista, della staffetta 4x100 olimpica di Tokyo. Negli anni questo stato ti ha mai creato eccessive responsabilità o pressioni?

"Erroneamente mi viene attribuito un merito che però io non mi sono mai preso, ma anzi ho sempre voluto sottolineare come questo sia da dividere con tutti e quattro i componenti della staffetta. Non ho mai sentito nessun tipo di responsabilità o peso, anzi, è un qualcosa che mi ha fatto sempre sentire molto fiducioso e bene con me stesso in pista."

Nel 2022 agli Europei di Monaco sei stato bronzo, a Roma 2024 argento, a Birmingham quali sono le tue aspettative?

"Se le scale vanno percorse un gradino alla volta, spero che anche i podi vadano fatti allo stesso modo, e quindi da terzo a secondo fino a quest'anno, con l'obiettivo di vincere i 200 metri."

Le staffette veloci sono raddoppiate nel panorama ufficiale, con l'introduzione della 4x100 mista che tu non hai mai corso. Cosa ne pensi e ti incuriosisce provarla?

"Sì, è una staffetta che mi incuriosisce e penso sia giusto puntarci. Mi piacerebbe correrla, quindi io darò sicuramente la disponibilità in alcune occasioni. Si tratta di una sfida che mi incuriosisce, però penso che per come è strutturata secondo le nuove disposizioni di World Athletics, non funzioni. Per me l'ideale sarebbe che ogni formazione potesse scegliere la propria formazione, e come disporre nelle quattro frazioni uomini e donne."

Quali sono i tuoi obiettivi a lungo termine?

"Il lungo termine per me in questo momento non esiste, sono concentrato su agosto, sugli Europei, e quindi sto pensando solamente a quello."

Quale ritieni sia stato il momento più bello della tua carriera, pur se la risposta sembra scontata, al contrario invece di quale ritieni sia stato il più brutto?

"I momenti più belli della mia carriera sono stati sicuramente le Olimpiadi, sia quella di Tokyo che quella di Parigi, perché sono state l'esperienza sportiva, e non, più bella della mia vita. Forse invece il momento più brutto, e un pochino mi rode ancora anche se lo leggo in una maniera diversa, è stata la medaglia d'argento nei 200 metri a Roma. Più che una medaglia conquistata la vedo come una medaglia persa, però comunque è stato un ottimo traguardo anche quello."