Sampdoria, inizia l'era Corradi: "Volevo una sfida tutta mia"

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Idee chiare e un messaggio forte. Il nuovo tecnico della Sampdoria Bernardo Corradi non ha dubbi: "Chi allena questa squadra deve rappresentarne il dna e sentire il peso della sua storia. Ogni partita dovrà essere preparata con un solo obiettivo quello di vincere". Così Corradi si è presentato sottolineando anche che "la Samp che nascerà dovrà mostrare un grande senso di appartenenza. Ho negli occhi la Sampdoria del passato, parliamo di una squadra con sentimenti forti e diversa dalle altre.

E proprio questo voglio trasmettere ai ragazzi: la responsabilità che hai quando indossi la maglia blucerchiata", aggiunge l'ex bomber di Lazio, Parma e Valencia che avverte: "Gli errori tecnici ci possono stare, ma non accetto che si sbagli l'approccio alla gara". Corradi si tuffa in questa nuova avventura come allenatore in prima dopo otto anni nel settore giovanile della Figc fino all'esperienza al fianco di Massimiliano Allegri nello staff del Milan: "Quando ti cerca la Sampdoria non si può pensare di dire di no: ho lasciato il percorso in Figc perché avevo bisogno di un progetto tutto mio. So benissimo che essere allenatore della Samp significa creare aspettative e responsabilità, ma nella mia carriera non mi sono mai tirato indietro", prosegue Corradi che abbraccia Attilio Lombardo ("Farà parte del mio staff, è una persona fantastica: sicuramente aiuterà a trasmettere il dna Samp") e Massimo Mutarelli.

Anche lui sarà al suo fianco nonostante le polemiche per il suo passato da centrocampista nel Genoa. Corradi è chiarissimo: "Lui mi ha detto che se fosse stato un problema, avrei dovuto lasciarlo a casa e questo rende bene l'idea dell'immagine della persona che è Mutarelli. Ho sentito parlare di una bandiera del Genoa che arriva alla Samp: le bandiere - ha concluso - sono Del Piero e Totti che hanno giocato 15 anni nello stesso club".