"Il no che ancora ricordo? Ho appena preso un due di picche che neanche alle scuole superiori… Quello è un no, altre volte ci tiriamo indietro noi". Da Rimini, dopo si è aperta la sessione del calciomercato estivo, il ds dell'Inter Piero Ausilio, parla, senza però citarlo, di Marco Palestra e dell'affare sfumato per i nerazzurri con il trasferimento dell'esterno dell'Atalanta al Chelsea. "Abbiamo fatto quello che dovevamo, il nostro massimo è meno della metà di quello che possono fare altri - ha aggiunto - È un bel 2 di picche che ci portiamo a casa".
"La Premier? Ogni anno la forbice si allarga sempre di più, dobbiamo continuare a fare ciò che siamo riusciti a fare noi club italiani, qualcosa in più dalle idee, recuperando giocatori che magari in Inghilterra non sono stati grandi protagonisti - ha proseguito Ausilio - È l’unico modo, a livello economico oggi non possiamo competere. Non siamo abituati a piangerci addosso, proviamo a fare qualcosa in più attraverso le idee. Se vai su giocatori di un certo livello, magari in altri campionati, ti prendi qualche rischio in più. Ovviamente partiamo dai report dei nostri osservatori, ma se arriva la concorrenza di certi club è impossibile. Io anzi certe volte evito proprio di andare su alcuni giocatori che possono finire nel mirino di certi club". E ancora: "Il colpo più importante? La storia recente dice Lautaro. Uno su cui potevo far di più e Tonali quando era al Brescia, ho un po' dormito. Si poteva fare di più, mettendoci qualcosa si poteva fare".
Marotta e Oaktree -
"Marotta, che ha fatto anche il ds tanti anni, è diventato più cattivello adesso da presidente ... Da amministratore delegato era più dalla nostra parte. Fortunatamente è un tramite con la proprietà, riesce a essere più presente con loro. La nostra proprietà è un po' particolare e avere un tramite tra noi area sport e loro ci aiuta a trasmettere le nostre idee. A volte si riesce bene, altre meno bene".