Al Mondiale 2022 le vittime illustri furono Belgio, Spagna e Portogallo. Stavolta, dopo aver fermato il Brasile nei gironi, già fatta fuori l'Olanda dopo una partita coraggiosa e decisa poi ai rigori. Nel mezzo, la Coppa d'Africa più discussa con i successi su Camerun e Nigeria prima dell'epilogo a tavolino contro la Costa d'Avorio.
Impossibile definire sorpresa questo Marocco, figlio di un percorso lungo almeno 4 anni, ma in realtà partito molto prima. Altrimenti non si spiega la svolta istituzionale con un Mondiale in casa insieme a Spagna e Portogallo nel 2030 (con possibile finale nel nuovo, avveniristico, impianto da 115.000 posti che sta sorgendo a Casablanca). E nemmeno quella tecnica di un sistema calcistico che ha portato l'Under 20 sul tetto del mondo un anno fa.
Il ct di quei ragazzi è lo stesso Mohamed Ouahbi che ora definisce la prima squadra "infermabile", quando gioca il calcio che sa e può produrre. A marzo ha preso le redini dei Leoni dell'Atlante dopo le dimissioni di Walid Regragui, l'uomo della semifinale dei Mondiali 2022, ma anche della Coppa d'Africa 2025.
L'elefante nella stanza riporta al gennaio scorso, con la finale persa sul campo e poi restituita a tavolino dal Caf tra gli squilli di tromba del governo e la vergogna dei protagonisti. Nessuno, da Hakimi a Diaz passando per Amrabat, ha quel ricordo fissato sui propri social, nonostante l'unico altro trionfo continentale risalisse a 50 anni prima. Solo ricordi coi club.
Amarezza trasformata in gioia incompiuta, da spazzare via magari con una seconda semifinale consecutiva negli Usa. Dopo i sedicesimi con l'Olanda e nonostante quella vittoria da asterisco contro il Senegal (sul campo sconfitta al 120', ma pari nei 90'...), il Marocco è arrivato a 33 partite ufficiali di fila senza sconfitte, mettendo nel mirino i record storici dell'Argentina di Scaloni (36) e dell'Italia di Mancini (37).
Ora l'obiettivo è guidare la pattuglia delle 9 africane su 10 qualificate alla fase a eliminazione diretta, record storico. Negli ottavi, col Canada non mancherà il favore del pronostico, poi c'è tanta voglia di ritrovare la Francia ai quarti dopo il 2-0 di 4 anni fa. Stavolta, non basterebbe arrivare ad affrontare di nuovo Mbappé senza portare a casa nulla.
Prenderanno a cuore questa sfida tanti protagonisti del Marocco. Cresciuti, diventati campioni o addirittura nati in Francia come l'autore del gol del pareggio all'Olanda, Issa Diop, o il centrocampista rivelazione del Mondiale, Ayyoub Bouaddi.
Il 18enne del Lille, strappato con diplomazia dalle giovanili Blues, ha scelto il Marocco grazie alle radici dei genitori, tra cui papà Hassan ex giocatore di pallamano. Anche così si costruisce una nazionale e si iniziano a vincere le partite fuori dal campo. Prima di incantare contro il Brasile, Bouaddi si era distinto come genietto della matematica e vincitore di un premio di oratoria nientemeno che all'Eliseo.
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Ayyoub Bouaddi
Quattro anni fa la rivelazione Ounahi, stavolta Bouaddi. Simbolo di una nazionale che come pochissime ha garantito un turnover continuo. Dei titolari contro l'Olanda, solo il portiere Bono, i terzini Hakimi e Mazraoui e lo stesso Ounahi erano titolari nella semifinale in Qatar contro la Francia.
Il risultato può essere lo stesso. Oppure ancora meglio. Con un Brahim Diaz in più a dare fantasia e un attaccante come Saibari a garantire gol (in rete in ogni gara del gruppo, poi rigore decisivo contro Verbruggen) con continuità. Proprio quello che mancava.