Dal primo luglio 2026 anche le automobili elettriche dovranno registrare l'acesso alle ZTL di Roma. Niente più "via libera", dunque, per coloro che viaggiano con batteria (o bombole a idrogeno, in rarissimi casi) sotto ai sedili. La decisione è figlia dei numeri: le EV circolanti in città sono ormai 75 mila, e continuano ad aumentare. Una situazione che rischierebbe di congestionare il Centro Storico.
Come funziona
Per poter accedere alle zone a traffco limitato della Capitale, sarà necessario essere dotati di un permesso specifico. La richiesta può essere inoltrata sia da persone fisiche che da aziende ed enti, indipendentemente dal fatto che siano proprietari del veicolo o utilizzatori tramite formule di leasing, usufrutto o noleggio a lungo termine. Sotto il profilo della durata, il titolo ha una validità generalmente annuale, estendibile fino a cinque anni per specifiche categorie di residenti all'interno delle aree interessate.
Il costo
L'impatto economico della riforma varia significativamente in base alla categoria dell'utente. Chi è già titolare di un permesso ordinario per la ZTL (come residenti e domiciliati) continuerà ad accedere seguendo le vecchie regole del regolamento comunale, usufruendo a seconda dei casi di permessi gratuiti o tariffe agevolate. La vera stangata colpisce invece chi non ha diritto ai permessi ordinari: per continuare a varcare i varchi elettronici con un veicolo elettrico, sarà necessario pagare una tariffa fissa di 1.000 euro all'anno.
Norme
Le auto elettriche pagheranno la ZTL di Roma
Il loro aumento rischia di paralizzare anche il Centro Storico
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