"Il tennis ha tantissimi problemi che non stiamo affrontando". Questo l'allarme che Novak Djokovic ha voluto lanciare dopo l'esordio vincente a Wimbledon. Il campione serbo ha esternato tutta la sua preoccupazione per il futuro del tennis, sport ancorato al passato tra granitiche tradizioni e durate delle partite anacronistiche: "Servirebbe una riforma con tutte le parti coinvolte sedute allo stesso tavolo. Ma questo, al momento, non sta succedendo. Con la Ptpa (di fatto il sindacato dei giocatori, che si affianca ad Atp e Wta, ndr) commissionammo uno studio che mostrava come l'età media degli appassionati fosse di 61 anni, I giovani magari seguono gli Slam, ma difficilmente resteranno davanti alla televisione quattro o cinque ore per una partita. Oggi l'attenzione dura molto meno e dobbiamo trovare il modo di adattarci".
Nole suggerisce come si potrebbe provare a differenziare i Major dagli altri tornei: "Gli Slam rappresentano una realtà diversa, ma nei tornei del circuito possiamo sperimentare. Partite più brevi e dinamiche potrebbero essere una soluzione. Dobbiamo provarci".
Il fuoriclasse serbo ha poi criticato l'unica sostanziale novità introdotta negli ultimi anni, ovvero i tornei 1000 spalmati su più di una settimana. Nuove tempistiche che riducono lo stacco tra un torneo e l'altro mettendo a dura prova il fisico dei giocatori: “Si cerca continuamente di aumentare il valore economico del prodotto allungando la durata dei tornei, estendendo le giornate di gara e inserendo nuovi eventi in un calendario già estremamente congestionato. Io oggi gioco molto meno rispetto a una volta. Ho il privilegio di poter scegliere dove competere e quindi non sono esposto a questo calendario così intenso come la maggior parte degli altri giocatori. C'è stato un grande dibattito, soprattutto riguardo ai Masters 1000, dopo il cambiamento del formato: i giocatori sono davvero soddisfatti dell'allungamento dei tornei? Personalmente sono sempre stato contrario. Dal punto di vista commerciale, certo, questo aumenta il valore dell'evento, ma non sono convinto che questo gioca ai giocatori. Il nostro sport ha bisogno di un reset profondo, ci vuole una ripartenza. Così facendo non sta funzionando”.
© Getty Images
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