SPECIALE MONDIALI

Un solo lampo di Haaland ma è quello decisivo, il gol d Nusa è da Oscar

Incantano le individualità della Costa d'Avorio, soprattutto la catena di sinistra formata da Konan e Diomandè 

di Enzo Palladini
© Getty Images

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La Norvegia è la prima squadra europea a raggiungere gli ottavi di finale, dopo le eliminazioni di Germana e Olanda. Compito tutt'altro che agevole, contro una Costa d'Avorio ben organizzata, ricca di talento e poco propensa ad arrendersi. Ora per gli scandinavi c'è la sfida della vita contro il Brasile, con alcune delle stelle che devono sicuramente ritrovare la condizione. 

HAALAND 

Solita partita da rapace in agguato, aspettando di adocchiare la preda. Partecipa poco al gioco collettivo, ma appena c'è un pallone alto in area lo prende lui. Succede un paio di volte nel primo tempo, ma le conclusioni non vanno a buon fine anche per l'attenzione della difesa avversaria.  Molto utile con la sua stazza in fase difensiva, sulle palle inattive. Tutto questo per 85 minuti, poi, come ormai tutti sanno, il pallone giusto arriva da lui e anche colpito male, quasi malissimo, va a finire in porta. Un solo lampo, ma decisivo. 

NUSA 

Noi italiani ce lo ricordiamo bene, nell'andata delle qualificazioni fu l'incubo di tutti. Stavolta ha colpito a sorpresa, dopo 39 minuti in cui la sua presenza era stata marginale. Qualche passo sulla parte sinistra dell'area, tiro a giro e palla sotto l'incrocio, imprendibile, ecco il gol dell'1-0 per la Norvegia. Un gol da fenomeno. 

NYLAND 

Due parate da grande portiere, all'inizio del secondo tempo su una conclusione ravvicinata di Pepè e poi alla fine, nei minuti di recupero, su una punizione molto ben tirata da Diallo. Il tutto all'interno di una prestazione positiva e coraggiosa contro avversari degnissimi e sempre pericolosi. 

SORLOTH 

Uno spreco vederlo costretto a fare l'ala destra cercando di mettere palloni in mezzo, lui che con quel fisico è la prima punta ideale, capace di fare a sportellate in mezzo all'area ma anche di far salire la squadra con la sua sola presenza. Però in mezzo c'è Sua Maestà Haaland e quindi l'attaccante dell'Atletico Madrid si mette a disposizione come può. 

ODEGAARD 

Gli lasciano una libertà quasi totale che gli consente di muoversi per tutto il centrocampo. Propone idee di gioco, che non sempre hanno un seguito perché dall'altra parte trova linee molto strette che non permettono lo sviluppo delle azioni negli ultimi trenta metri. Le sue doti di leadership non si discutono. 

DIALLO 

Un gol straordinario, quello dell'1-1 alla mezz'ora del secondo tempo. Si arriva da un periodo di superiorità degli ivorani, spezzata da qualche ripartenza, Diallo penetra dalla fascia sinistra a velocità supersonica, sposta il pallone con un tocco impercettibile, fulmina Nyland con il sinistro. Poco prima lo stesso Diallo ha salvato sulla linea un tiro di Heggem. Cose che potevano farlo diventare un eroe nazonale. 

DIOMANDÈ

Progressivamente sta mostrando quali sono i motivi per i quali è arrivato a valere oltre 100 milioni. Quando ha la possibilità di partire sulla fascia sinistra, è praticamente immarcabile. Gli manca forse ancora qualcosa negli ultimi metri, però è molto giovane e i margini di miglioramento sono infiniti. 

KONAN 

Un treno sulla fascia sinistra, forma con Diomandè una catena di altissimo livello tecnico e fisico. Bravissimo nelle sovrapposizioni, nel primo tempo va più vicino di tutti al gol, con una conclusione di esterno destro (non il suo piede) che termina sull'esterno della rete. Una progressione invidiabile. 

KOSSOUNOU 

Chi gli sbatte contro, si fa male. Chi non sfida nell'uno contro uno non ha grandi possibilità di creare qualcosa di pericoloso. L'atalantino è un difensore vecchio stampo, di quelli che sanno marcare bene e non pensano ai corollari di questo mestiere. Efficacia prima di tutto, senza fronzoli. 

BONNY 

Non molto ispirato, come del resto nell'ultima parte della stagione con la maglia dell'Inter. Da prima punta non è mai stato molto efficace, in questo caso lo lasciano anche un po' troppo solo, lotta con le spalle rivolte alla porta, ma la sofferenza è sicuramente superiore ai risultati ottenuti.