Mondiali 2026

Fenomeno Olise, è il ritorno tanto atteso di un vero numero 10 tra i dominatori del calcio

Il giocatore francese rappresenta un rilancio in chiave moderna del ruolo più iconico e suggestivo che ci sia, il fantasista puro

di Umberto Porreca

Guardare giocare Michael Olise oggi significa guardare il calcio moderno che si unisce a quello di ieri: nel corpo e nella mente del fenomeno francese c'è il progresso degli esterni d'attacco contemporanei fuso allo stile e alla classe dei grandi fantasisti di ieri. In un mondo dominato dal fisico, dall'atletismo e dalla corsa potente, Olise dice no e sceglie la classe e l'intelligenza.

Un vero numero 10 -

 Olise gioca esterno destro, tuttavia non è un esterno destro. Confrontarlo con chiunque altro è estremamente difficile, perché è a tutti gli effetti un fantasista anni 80 che dimora nel fisico di un giovanotto nato a Londra nel 2001. Il suo gioco è volto esclusivamente alla ricerca dell'efficienza, niente è fatto puramente per lo show. Precisiamo, Olise è un giocatore spettacolare, ma lo è in un senso antico, elegante, pulito. Come detto, fa l'esterno moderno, ma non lo è. Ha un buon fisico, ma non è un corridore puro, non lo vedrete mai puntare la metà campo avversaria palla al piede partendo da dietro stile Vinicius o Leao. I suoi movimenti sono un continuo elastico tra attacco e centrocampo. Proprio per questo, però, è devastante nello scardinare i blocchi bassi: la sua visione di gioco è completamente fuori da ogni parametro come testimoniano i 31 assist messi a segno nella stagione 2025-26 con il Bayern Monaco. I filtranti sono di precisione assoluta, e il tempismo con cui li serve sembra rubare frame temporali ai difensori. Cosa accadrebbe se in questo istante il tempo si fermasse per un istante? Probabilmente risulteremmo tutti un po' confusi: è esattamente quello che succede a chi si trova a fronteggiarlo. Un istante di smarrimento e la palla in fondo al sacco. Sarebbe sbagliato, però, limitarlo al puro assistman: Olise segna, e segna tantissimo. Con il Bayern nel 2025-26 ha messo in rete 28 gol. Sommandoli alle assistenze, si parla di quasi 60 g/a in una stagione, significa partire 1-0 perché il francese segna o farà segnare nel 100% dei match. Nel fondamentale del tiro d'interno sinistro a giro è secondo a pochissimi giocatori anche storicamente, ed è la cosa più vicina ad Arjen Robben in questa specifica giocata. Tutti sanno che andrà lì, tutti sanno che il rientro sul mancino è inevitabile, ma pur essendo "solo" 180 centimetri le sue gambe sono lunghe e nel rubare il tempo è un maestro. 

L'ago della bilancia della Francia -

 Olise nell'ultima Francia di Deschamps è l'uomo-chiave in senso assoluto sul piano tattico: in base alla sua posizione i compagni si muovono, cambiano zolla e si adattano mandando a monte i piani difensivi avversari. Guardando una partita dei Bleus si fatica a comprendere quale sia la sua posizione nominale: ora è sull'out destro per rientrare e calciare in porta con l'interno (è la sua signature move, mutuando un gergo NBA), ora è a saturare il centrocampo da mezz'ala costringendo gli avversari a scalare, ora è in posizione centrale per bucare la difesa con i filtranti. Il ct francese, all'ultimo ballo e con a disposizione una rosa mai vista prima, ha messo lui al centro del sistema solare della Francia e i compagni, compreso Mbappé e compreso anche un Pallone d'oro come Dembelé, gli hanno dato fiducia totale eleggendolo leader tecnico. Contro la Svezia, a partita praticamente vinta, l'obiettivo di tutti i suoi connazionali è diventato solo farlo segnare: non ci sono riusciti, ha sbagliato un paio di gol clamorosi, il portiere Zatterstrom ha fatto di tutto per non fargli fare gol, ma il tutto è stato vissuto con una leggerezza e una fiducia impressionanti. Inoltre, ha sfiorato la rete dell'anno con una pazzesca rovesciata che è andata a schiantarsi sul palo. La Francia vista contro gli svedesi è un vero e proprio mostro mitologico: se una squadra che schiera cinque dei primi dieci calciatori del mondo gioca con questa fiducia e questa serenità per gli avversari c'è da far scattare l'allarme rosso. 

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