Matteo Sioli, ventenne specialista del salto in alto, è ormai definitivamente entrato nell'élite mondiale della specialità grazie alle prestigiose vittorie consecutive conquistate in due tappe della Diamond League, prima al Golden Gala di Roma e poi a Doha, arrivate dopo un avvio di 2026 rallentato da un infortunio al piede che gli ha precluso la possibilità di gareggiare nella stagione indoor, consentendogli il debutto soltanto a inizio maggio in un meeting nazionale all'aperto.
Il talento lombardo ha così ripreso la straordinaria crescita agonistica iniziata nel 2025, anno culminato con l'ottavo posto nella finale mondiale di Tokyo, ma impreziosito anche dal bronzo agli Europei indoor di Apeldoorn e dal titolo europeo under 23 conquistato a Bergen, dove ha realizzato il personale di 2.30, sfiorato con il 2.29 della recente vittoria di Doha ottenuta davanti all'idolo di casa e campione olimpico Mutaz Barshim.
Sioli guarda ora alla parte decisiva della stagione per confermarsi ai vertici della specialità, con l'obiettivo certo degli Europei di Birmingham ad agosto, ma anche successivamente con la possibilità di puntare alle finali della Diamond League a Bruxelles, e alla partecipazione negli Ultimate Championship di Budapest, il nuovo super campionato del mondo riservato solo a 8 top atleti.
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Matteo, il miglior inizio di stagione possibile, con due straordinari successi in Diamond League. Ti aspettavi una simile condizione, specie dopo i problemi al piede che ti hanno fatto saltare le competizioni al coperto?
"Sicuramente è stato un bellissimo inizio stagione, i due successi nella Diamond mi hanno dato qualcosa di unico, ma l'aspetto più importante è sicuramente l'aver acquisito molta più fiducia in me stesso, che purtroppo è stata quella che mi è mancata spesso l’anno scorso. Dopo un inverno complicato sono riuscito a tornare al top della forma e questo non era certo scontato, frutto sicuramente dell’enorme lavoro fatto con il mio staff, in particolare con allenamenti alternativi alla tecnica del salto che per molto non ho potuto praticare, quali lavori più veloci attraverso i quali sono riuscito a potenziare punti che prima trascuravo molto. Ero quindi ben cosciente di essere in un ottimo stato di forma, perché adesso mi sto allenando molto bene e ad alte intensità, cosa che mi ha permesso di avere risultati molto buoni in gara."
Se il tuo talento non ha rappresentato certo una novità dopo la grande stagione passata, quello che ha impressionato ulteriormente è stata la forza mentale che hai dimostrato, specie a Doha dove hai battuto un atleta che è considerato in Qatar eroe nazionale. Ritieni questo possa essere un ulteriore punto di forza nella tua crescita?
"Assolutamente si. Ultimamente mi sono concentrato molto sulla forza da punto di vista mentale, iniziando un percorso con un bravissimo mental coach e psicologo sportivo, Federico Caliri, che mi sta aiutando molto nel potermi divertire e vivere ogni gara a meglio. L’anno scorso avevo quasi paura ad approcciarmi a determinate gare, a oggi me le sto vivendo molto di più con il sorriso e la voglia di fare bene. So benissimo che questo è un aspetto molto importante su cui lavorare, e direi che è un ottima cosa."
Hai iniziato con l'atletica a 11 anni, dopo aver giocato vari anni a basket. Ti sei dedicato subito al salto in alto o hai anche praticato altre discipline?
"Mi sono approcciato all’atletica facendo un po' tutte le specialità, perché quando si è piccoli molto spesso vengono proposte varie discipline anche perché magari non si è pronti per affrontare determinate preparazioni, diciamo che era più un gioco-atletica. Andando avanti con gli anni, mi è stato proposto di provare qualche gara di salto in alto e inizialmente, oltre a divertirmi particolarmente a saltare, riuscivo a fare misure che non tutti i miei compagni facevano, ed è un po' cosi che è iniziato la mia carriera attuale."
Il 21 dicembre 2024, a 19 anni compiuti da pochissimo, ma di fatto alla tua ultima gara in carriera da juniores, hai realizzato con 2,25 il record italiano indoor under 20, terza prestazione mondiale di ogni tempo al coperto di categoria. Ritieni questo risultato un punto di svolta fondamentale per quanto poi accaduto nel 2025?
"Certamente. Era di fatto uno dei primi meeting della stagione indoor 2025 e devo dire che ci tenevo molto a fare quel primato, a cui sono molto affezionato sia perché di fatto è stato il mio primo record e al momento è anche l’unico, ma poi perché lo considero veramente come il mio trampolino di lancio verso l’atletica dei grandi. Proprio grazie a questo risultato sono riuscito subito ad accedere a diverse possibilità per gareggiare con i più forti specialisti internazionali. L’idea di provare a ottenere quel primato nazionale è nata subito dopo la vittoria della medaglia d’argento ai campionati del mondo under 20 di Lima sempre nel 2024, in quanto proprio il giorno della partenza per il ritorno dal Perù, il mio allenatore mi propose di puntare a quell'obiettivo e ci siamo preparati con grande determinazione per riuscire a ottenerlo."
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Nella preparazione per la nuova stagione, al di là del problema al piede che ti ha ampiamente frenato, tu e il tuo tecnico Felice Delaini avete introdotto delle novità o anche un aumento dei carichi di lavoro?
"Abbiamo introdotto numerose novità, la più importante delle quali penso sia stata la sessione di forza in aggiunta agli altri allenamenti settimanali. Da ottobre ho iniziato questo percorso con i ragazzi della palestra di Atomic a Paderno Dugnano, che mi hanno aiutato a introdurre un lavoro di pesistica, chiaramente adattata a nostro programma di allenamento, all’interno della mia routine settimanale. Questo mi ha aiutato molto a lavorare pur essendo bloccato sotto molti punti di vista a causa del problema al piede."
Quali saranno i tuoi prossimi impegni di avvicinamento agli Europei di Birmingham e, in considerazione di quanto accaduto nelle ultime gare, hai alzato l'obiettivo per la tua partecipazione?
"Le prossime gare in vista degli Europei non saranno molte, quest’anno abbiamo preferito programmarne poche, ben distanziate una dall'altra, proprio per preservare e poter migliorare la risposta del piede che quest’inverno mi ha dato parecchi problemi. Salterò il 10 luglio prossimo nella Diamond di Montecarlo, e poi ai campionati assoluti di Firenze a fine mese, con una possibile tappa di allenamento-gara-prova proprio prima di questi ultimi. Per quanto riguarda gli Europei di Birmingham è l'obiettivo principale della stagione, per cui mi sto preparando al massimo sia fisicamente che mentalmente da inizio stagione, con l'idea di poter dare il meglio di me stesso."
Tra i tuoi programmi per la stagione è ipotizzabile anche una tua presenza, praticamente già quasi certa, per le finali di Bruxelles della Diamond League a settembre, e una più che possibile negli Ultimate Championship a Budapest di una settimana dopo?
"Certamente, dopo gli Europei in Gran Bretagna sono quelli gli altri obiettivi stagionali. Sicuramente le due vittorie in Diamond League, prima a Roma e poi a Doha, mi hanno permesso di conquistare punti importanti per la qualificazione in entrambe le competizioni di settembre, però il gioco non è ancora fatto, e quindi so che c’è ancora tanto da lavorare."
In occasione del tuo successo a Doha hai ringraziato un po' di persone, ma se dovessi sceglierne una in particolare, chi sarebbe e perchè?
"Non ho qualcuno in particolare da ringraziare ma tanti, e quando li ringrazio sanno che mi riferisco a loro. Ho la fortuna di essere circondato da persone bellissime e so che tutti sognano in grande proprio come me."
Che tipo di passioni hai fuori dalla pedana e riesci ancora a coltivarle tutte, nonostante i tuoi impegni sempre più numerosi?
"Sono un ragazzo molto tranquillo, mi piace lo sport in generale, giocare ai videogiochi con i miei amici, cucinare e studiare. Diciamo che al momento sono molto concentrato sul mio percorso atletico ma anche su quello universitario a cui tengo veramente tanto, in quanto studio scienze della ristorazione con l’obiettivo di poter diventare nutrizionista."
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