
Wimbledon, chi è Jenson Brooksby: tutto sull'avversario di Jannik Sinner nel terzo turno
L'ostico tennista statunitense classe 2000 sarà il rivale del n.1 al mondo all'All England Club

Dopo le complicate vittorie su Kecmanovic e Borges Jannik Sinner troverà sulla sua strada a Wimbledon il tennista statunitense Jenson Brooksby, attuale numero 60 al mondo del Ranking ATP. Classe 2000 e professionista dal 2021, ha come best ranking il seed 33 raggiunto il 13 giugno 2022. Un avversario complicato, molto fisico, alto ben 193 centimetri e dotato di un ottimo atletismo. I due si sono già incontrati nel 2021 a Washington, quando Jannik ha avuto la meglio 7-6, 6-1. Nel curriculum dello statunitense un titolo vinto, il Master 250 di Houston, in cui ha battuto in semifinale e finale due avversari di alto livello come Tommy Paul e Francis Tiafoe. Nel luglio 2023 ha saltato tre diversi controlli antidoping, ed è stato squalificato per 18 mesi, poi ridotti a 13. La squalifica si è conclusa nel marzo 2024 perché è iniziata dalla data del primo test saltato.
Una infanzia complicata -
Nato il 26 ottobre 2000, deve il proprio nome al pilota F1 Jenson Button di cui il padre Glen era fan, il prossimo avversario di Sinner è stato diagnosticato con autismo severo da bambino, verso i 2-3 anni, ed è stato non verbale fino a 4 anni. Ha rivelato in pubblico di essere nello spettro nel 2024, e nel 2025 ha rilasciato una intervista al sito Atp in cui ha parlato del tema: "Per tutta la vita ho tenuto la mia diagnosi segreta. Ero non verbale fino all'età di quattro anni e facevo una terapia ABA intensiva per 40 ore a settimana. I miei genitori credevano che un lavoro più duro in prima età potesse plasmare chi sarei diventato in futuro, perché è più facile imparare prima. In campo, l'effetto più grande dell'autismo è legato alle mie sensazioni sensoriali. Il mio cervello è un po' più sensibile a cose come i rumori della folla rispetto alla maggior parte delle persone", ha affermato. A oggi ha detto di riuscire a gestire lo stress in maniera molto migliore rispetto al passato, e si è detto molto contento di aver rivelato al mondo la sua diagnosi: "Sapevo di voler diventare tennista fin da quando avevo 12 anni. Non avevo un modello a cui guardare con ammirazione e dire: "Wow, sono autistici e sono riusciti davvero a farcela nel tennis". Non si tratta solo di bambini che vogliono diventare tennisti. Può essere qualcuno nello spettro autistico con il sogno di intraprendere qualsiasi carriera, nello sport o altro. Se vado bene in campo, ottimo. Ma se posso fare la differenza per chiunque al mondo così facendo, tanto meglio".
Lo stile di gioco -
Brooksby è principalmente un giocatore difensivo, agisce prevalentemente dalla linea di fondo del campo. Dotato come detto di un atletismo spiccato, si trova a suo agio negli scambi prolungati. Bravissimo nella copertura del campo, ha nella risposta al servizio una delle sue armi letali perché entra nel campo in maniera molto aggressiva e attacca la pallina con grande convinzione. Ha ottime variazioni di gioco ed è bravissimo nel rovescio a una mano, in assoluto il colpo che gioca meglio. Pecca invece nel servizio, che non è uno dei più potenti in circolazione e raggiunge circa i 115 chilometri orari. Nel complesso, si tratta di un giocatore di buon livello, che non ha fasi di gioco in cui è devastante o una giocata tipica su cui fa affidamento con costanza nei momenti clou. La costanza è la sua forza, difficilmente compie errori marchiani.