Wimbledon, Grant: "Ho sbagliato troppo, devo continuare a migliorare"

"Sono partita bene; all'inizio sapevo come giocare, cosa fare e tutto stava funzionando abbastanza bene. Poi credo che il servizio abbia iniziato a penalizzarmi un po', faticavo a tenere alta la percentuale e lei ha gestito quei game di risposta in modo molto intelligente; anche quando ero avanti 30 0 o 40 0 mi faceva comunque giocare uno o due colpi in più. Questo mi ha messo pressione addosso, portandomi a provare a fare qualcosa di più, mentre avrei dovuto prendermi più tempo e concentrarmi sul ritrovare il ritmo. Alla fine ho fatto un buon torneo, con tanti buoni risultati e aspetti positivi da portare a casa, ma è dura andare via con una sconfitta così. Non sono ancora così abituata a giocare con giocatrici di questo tipo, lei ha uno stile di gioco complesso, ti fa scambiare molto e ti porta a dover fare qualcosa in più per vincere i punti. Io sono più abituata a giocare contro avversarie che hanno un gioco simile al mio: provano a tirare forte, fanno più vincenti e più errori; invece, giocatrici come lei sono particolari. Ci sono stati momenti importanti in cui, a parte il servizio che dipendeva da me, lei, facendomi giocare una o due palle in più, non difficilissime ma comunque in più, ha vinto punti chiave. Oggi credo di aver perso perché sbagliavo io di più, non perché lei mi portasse a sbagliare. Ho avuto molte occasioni per vincere o almeno per rimettere la partita in equilibrio; ora è brutto da accettare, ma so che sto facendo le cose giuste e devo continuare a migliorare". Lo ha detto la 18enne azzurra Tyra Grant analizzando la sconfitta al secondo turno di Wimbledon contro la ceca Marie Bouzkova. 

Bilancio comunque più che positivo quello della 18enne romana: "Sicuramente l'aver giocato molte buone partite, contro giocatrici più esperte e più avanti in classifica, è l'aspetto di cui vado più orgogliosa. Finora avevo giocato per lo più nel circuito ITF o nei 125, salire su palcoscenici più grandi, riuscire a giocare ad alto livello e fare bene in tante partite consecutive non è facile. Sono molto contenta di aver giocato bene nelle qualificazioni e anche l'altro giorno nel primo turno, sempre contro ottime giocatrici, migliori di me anche dal punto di vista del ranking. Venire sull'erba senza alcuna preparazione non è semplice, ma credo di essermi adattata molto bene: anche se alcuni giorni prima dell'inizio del torneo non avevo grandi sensazioni, ho continuato a credere di poter giocare bene e alla fine penso di aver fatto un buon percorso - ha evidenziato - Questi giorni mi hanno trasmesso la consapevolezza di avere il livello per giocare questi tornei. Non sono abituata a giocare tanti 1000 o Slam, ma più gioco tornei e partite e più mi sento a mio agio e quasi 'a casa' in questi contesti. Continuerò ad allenarmi, a fare le cose giuste e, col tempo, tutto si incastrerà". Tanti i momenti belli di questo primo Wimbledon: "Tutti i match point di tutte le partite che ho vinto, questo è quello che mi rimarrà di più nel cuore. La prima è stata sudatissima: ricordo due match point, sul primo ho sbagliato, sul secondo lei ha fatto doppio fallo; ero molto tesa sul 5 4. Nel secondo match ho chiuso con un bel vincente. Nel terzo avevo un match point, lei mi ha ripreso, siamo andate 6 5, e anche due giorni fa è stato intenso. Di solito mi resta molto la sensazione dell'ultimo punto di ogni partita, e questo mi rimarrà davvero. Come sensazioni, porto via soprattutto la consapevolezza di avere il livello per giocare contro questo tipo di giocatrici". "In generale cerco di non darmi obiettivi di classifica, perché credo che dipendano da tantissimi fattori e non riflettano davvero il valore o il livello del giocatore - ha detto a proposito degli obiettivi futuri -. L'anno scorso mi ero messa troppa pressione, o per meglio dire troppa fretta, per entrare nelle qualificazioni degli Slam. Quando ero vicina a Parigi e soprattutto allo US Open non ho fatto bene gli ultimi tornei e alla fine non sono riuscita a entrare. Ora cerco di giocare ogni torneo dando lo stesso valore, senza pensare al futuro al 'se vinco questo torneo o questa partita entro lì o vado là'. Ogni partita, anche se cambia il livello del torneo, è una partita da vincere e da approcciare allo stesso modo. Cerco di non pensare troppo in grande e, in questo periodo, non sto guardando il mio ranking live. Credo sia la cosa giusta da fare, e credo mi abbia aiutato anche qui al primo turno: non ho pensato che fosse il primo turno di uno Slam né al fatto di giocare contro una giocatrice forte e questo mi ha permesso di non caricarmi di pressione sulle conseguenze di una vittoria o di una sconfitta. Anche oggi, l'ho affrontata per le sue caratteristiche, non come 'numero 20 al mondo'…. poi è andata come è andata, ma i miei obiettivi restano quelli di giocare più partite possibili a questo livello".

Poi ha parlato dei programmi futuri: "In teoria dovrei ancora giocare un po' sulla terra nelle prossime settimane, poi fare una piccola preparazione, perché da aprile - a parte una o due settimane - ho sempre giocato tornei, fortunatamente. Poi probabilmente inizierò sul cemento. Per la Billie Jean King Cup non ne abbiamo ancora parlato ma penso di aver messo insieme finora un'ottima stagione. Io ovviamente sono sempre disponibile, se loro sentissero il bisogno di chiamarmi e se dovessero farlo, sarei contenta, e in ogni caso sono ben felice di tifare la squadra". Infine un commento sul rapporto con gli altri azzurri: "Con gli italiani ho un ottimo rapporto, un rapporto di amicizia. Per esempio, io e Sonny oggi giocavamo entrambi il primo match e ci siamo caricati insieme prima di entrare in campo. Con le ragazze - Elisabetta, Lucia - ho un ottimo rapporto; Lucia la conosco meglio perché nell'ultimo periodo abbiamo giocato spesso gli stessi tornei. Da vederli solo in TV o raramente, ora li sto vedendo e vivendo molto più spesso e li sento più come amici - ha concluso - Passare le settimane insieme alle ragazze lo scorso anno in Billie Jean King Cup mi ha aiutato tantissimo, ne sono convinta, sia come crescita atletica sia personale. Vedere Jasmine e le altre, come si comportavano fuori dal campo e soprattutto in campo, allenarmi con loro, vivere insieme la sera e la mattina prima dei match è stato molto importante".