
Chi è Shintaro Mochizuki, l'avversario di Sinner agli ottavi di Wimbledon
Domenica (orario ancora da definire) il giapponese sfiderà il numero uno al mondo sul centrale per un posto nei quarti all'All England Club

Il momento di Shintaro Mochizuki è finalmente arrivato. Il 23enne giapponese ha battuto in rimonta, a sorpresa, l'astro nascente del tennis spagnolo Rafa Jodar (1-6; 7-6; 6-4; 6-4) regalandosi un prestigiosissimo ottavo di finale a Wimbledon contro il numero uno al mondo, Jannik Sinner. Eppure quella del giapponese sembrava essere esattamente la parabola del talento mai sbocciato.
Nel 2019, a 16 anni, Shintaro Mochizuki stava vivendo il sogno di ogni adolescente. Il giapponese occupava il primo posto della classifica juniores poco dopo aver vinto Wimbledon di categoria, il primo a conquistare un Major junior nella storia del suo Paese. Mochizuki si era messo alle spalle due dei giocatori più talentuosi del circuito che oggi occupano stabilmente la top 10 come Lorenzo Musetti e Holger Rune. Il mese successivo, Mochizuki batteva addirittura Carlos Alcaraz alle Finals Juniores oltre a trascinare il Giappone alla vittoria della Davis, sempre Juniors.
Mentre alcuni dei suoi ex rivali hanno scalato rapidamente le classifiche fino a raggiungere i palcoscenici più importanti di questo sport, Mochizuki ha dovuto pazientare e continuare a lavorare sodo nei Challenger, con l’obiettivo di raggiungere i suoi coetanei nell’ATP Tour. Il suo percorso a Wimbledon quest'anno è partito dalla quali, dove ha superato Onclin e Tabur per approdare nel tabellone principale. Da lì è stata un'ascesa continua: prima i soli tre game lasciati al 2002 britannico Basing, poi le sorprendenti vittorie contro Quinn (che aveva eliminato Darderi al primo turno) e soprattutto contro Jodar. Risultati che, appunto, sorprendono fino a un certo punto. Il suo gioco, del resto, si adatta perfettamente all'erba: colpisce spesso in anticipo, colpisce molto piatto ed è rapido a conquistare la rete dove può contare su una discreta mano. Uno stile molto simile a quel Miomir Kecmanović che aveva messo in difficoltà Jannik al primo turno. Il numero uno è avvisato: Mochizuki ora è arrivato sui grandi palcoscenici e non ha nulla da perdere.