Nove Gran Premi su ventitré sono pochi perché a Maranello sia già il tempo delle scelte, ma la vittoria di Charles Leclerc a Silverstone e il weekend imperfetto di Lewis Hamilton davanti al suo pubblico impongono qualche riflessione sul da farsi per meglio concentrare il fuoco o quantomeno aggiustare il tiro nella rincorsa alla Mercedes che nelle ultime tre settimane ha segnato un paio di importanti punti a favore della Scuderia. A favore di microfoni il monegasco ha rassicurato tutti di aver finalmente stabilito con la sua SF-26 un dialogo remunerativo in termini di performance ma è il primo ad attendere la controprova tra due domeniche a Spa-Francorchamps o casomai a fine mese all'Hungaroring. Il ritardo di Charles da Kimi Antonelli resta più che doppio (71 punti a 32) rispetto a quello del suo compagno di squadra. Sir Lewis da parte sua fiuta la preda (nel senso della Mercedes) ma in Inghilterra ha perso un'occasione d'oro di congelare a suo favore le gerarchie rosse.
Al momento i due Gran Premi che ci separano dalla pausa estiva rappresentano la prima deadline nella scelta del "candidato" rosso. Sì perché poi lo stesso discorso è valido per la sfida interna Mercedes tra Antonelli e George Russell, ormai separati da venticinque "soli" punti: lo spazio di una vittoria, troppo poco per dormire sonni tranquilli. È però più verosimile spostare al finale dell'estate lo spartiacque delle ambizioni iridate: Zandvoort alla fine di agosto e poi Monza ai primi di settembre. A quel punto la scelta non sarà più rinviabile. Godiamoci intanto una sfida riaperta, tra crescita ferrarista e inciampi Mercedes. McLaren e Red Bull non hanno certo alzato bandiera bianca ma non sembrano avere la possibilità di interpretare ruoli da protagonisti nella corsa al titolo. Semmai da arbitri di un Mondiale che - almeno nel caso della Formula Uno - si sta "lentamente" trasformando in una sfida Italia-Germania che non fa rimpiangere l'assenza dei nostri dalla World Cup calcistica e l'eliminazione dei tedeschi ai sedicesimi di finale.