
Amorim si presenta al popolo rossonero: "Mi sento a casa. Qui per vincere, non per evitare di perdere"
Il nuovo tecnico del Diavolo ha parlato oggi in conferenza stampa a fianco di Gerry Cardinale

L'era di Ruben Amorim è ufficialmente iniziata. Presentato oggi in conferenza stampa, il nuovo allenatore del Milan ha sottolineato l'ambizione che lo ha sempre accompagnato in carriera e che lo accompagnerà anche in questo incarico. Dopo una stagione deludente e chiusa con la mancata qualificazione in Champions League, l'obiettivo è riportare i rossoneri a lottare per la vetta della classifica. Al suo fianco c'era anche Gerry Cardinale.
"Scusatemi se oggi non parlo italiano, imparerò presto. È molto importante per me impararlo per rispettare la vostra cultura e cercherò di farlo il prima possibile", ha esordito Amorim in conferenza. "Mi sento a casa, è un grande piacere essere qui".
Il portoghese non ha mai nascosto la sua ammirazione per i rossoneri: "Mi ricordo di Ancelotti, ho guardato tantissimo anche Sacchi, il suo stile ha portato tantissime novità nel calcio. Per non parlare poi di Capello. Il passato del Milan è tutto l'insieme dei giocatori, da Van Basten a Gullit. Se dovessi scegliere un solo ricordo, sarebbe difficilissimo. Lo seguo da quando ero giovane. Sento questa responsabilità". Sul livello della Serie A, Amorim ha aggiunto: "È un campionato in cui è molto difficile vincere. Siamo qui non per evitare di perdere ma per vincere. È una bella sfida".
L'ex tecnico del Manchester United si è poi focalizzato sull'acquisto di Gonçalo Ramos: "Non voglio parlare di livello individuale e non spetta a me dire perchè è stato scelto. Mi piace tanto Gonçalo, l'avete visto con la Croazia: in mezzo a tre difensori ha segnato, ed è una cosa che si vede spesso anche in Italia questa situazione. Le persone guardano solo il talento, io vedo invece proprio un giocatore. Si tratta di vederlo giocare ben inquadrato nella squadra". Il portoghese ha precisato: "Lui per me è un messaggio: vuol dire che crediamo nel gruppo e nella squadra. È stato un arrivo veloce. Leao? Ha giocato molto bene ai Mondiali, ma sono felice di tutta la squadra in generale".
Allo Sporting Lisbona, Amorim ha espresso un calcio di alto livello e spera di poterlo fare anche in Italia: "È il tipo di sfida che mi piace cogliere. Sono felice. Sarò felice avendo provato, anche quando quel provare non porta a risultati eccellenti. Ora ho fame di successo, credo nel Milan. Bisogna conoscere bene le caratteristiche del calcio italiano. Vediamo tante cose, cerco di confrontarmi spesso e imparare". L'obiettivo è anche la seconda stella: "Certo che vogliamo vincerla. So che sarà dura, ci sono mille variabili".
Nel corso della conferenza stampa, l'allenatore ha spiegato perché ha scelto i rossoneri: "Dopo la prima riunione mi è scattato qualcosa: il team mi offriva cose che mi piacciono, volevo difendere quei valori. Mi è stata presentata la struttura, il percorso di scouting. Nel momento in cui senti che hai le persone giuste attorno a te, quando c'è una squadra intorno a te allora ci sono tutti gli ingredienti della sfida che voglio intraprendere".
Amorim è il primo allenatore a essere presentato da Cardinale da quando il numero uno di RedBird è diventato proprietario del Milan: "Gerry voleva farvi vedere quanto ci sta lavorando, quanto c'è per questa squadra. Vuol dire che c'è anche pressione, certo".
Interpellato sul successo di un altro portoghese a Milano, il tecnico ha dichiarato: "Sono completamente differente da Mourinho. Ho imparato molto da lui, ma quando si è un allenatore non si può copiare nessuno. Ho uno stile di gioco diverso. Poi spero ovviamente di vincere, è l'unica cosa in comune. Ho tantissimo rispetto per lui, spero di poterlo chiamare amico, ma non vi aspettate del Mourinho da me".
In questi giorni tiene banco anche il futuro di Luka Modric, dal quale il Milan attende una risposta per la prossima stagione: "È un giocatore che vogliamo tenere, ho parlato con lui due volte. Se serve posso andare a parlarci ancora, non mi stanco. È incredibile, è un punto di riferimento per noi. Non vi dico che farà tutte le partite, ma vogliamo contare su di lui. Il board ha parlato con lui, io ho parlato con lui: credo di riaverlo tra qualche giorno, ora deve riposare dopo il Mondiale".
Su Pulisic, invece, l'allenatore portoghese ha dichiarato: "Si è fatto male ai Mondiali, bisognerà capire. Ma è perfetto per come è fatto il calcio in Italia, con le squadre che si difendono bene: può fare la differenza con la D maiuscola. È benvoluto nel club, c'è tutto il team dietro per sfruttarlo al massimo. Per noi è molto importante. Ho detto che non volevo parlare dei singoli ma vedete che ogni tanto ci casco (ride, ndr)".
Dopo il deludente finale di campionato, Amorim dovrà fare di tutto per risollevare l'umore dei tifosi. La missione non è tra le più semplici: "So qual è il feeling in città, ho subito chiesto come risolvere la cosa. La risposta c'è stata ed è stata eccellente. Devo convincerli. Non posso dire che sarà subito strabiliante, ma posso promettere che farò sempre il meglio per il club. Non posso cambiare in 24 ore, si comincia piano piano. Ho fatto errori e farò errori, ma c'è un'idea su come voglio giocare. Dal primo incontro di Serie A vogliamo vincere. Si vince la prima partita, la seconda e poi si costruisce tutta la struttura". Il portoghese ha aggiunto: "Spero che voi possiate vedere qualcosa fin dall'inizio. So bene che nel calcio non c'è mai tempo. È un progetto a lunga scadenza".
Al classe '85 toccherà risollevare anche l'umore dei suoi calciatori: "La cultura italiana e portoghese ha a che fare col contatto e sono fatto in questo modo. Chiaro che bisogna saper indicare l'errore. Sarò sempre onesto con i miei uomini. Sarò equo, corretto, so che è così che si ottiene la fiducia dei giocatori".
Tra questi, c'è chi si giocherà una seconda chance a Milanello: "Chukwueze rimane con noi, servono giocatori che possono fare l'uno contro uno. Saelemaekers può giocare a destra e a sinistra, gli piace fare l'uno contro uno. Cissè e Comotto inizieranno con noi, non so cosa accadrà. Troveremo nuovi giocatori che l'anno scorso non c'erano. Se giocano bene, se assorbono le mie idee allora troveremo un posto per loro: prima di guardare fuori guardiamo bene dentro".
In conferenza, è stato chiesto ad Amorim quale sia la differenza tra giocare per non perdere e giocare per vincere: "(Ride, ndr). Posso dirvi il modo in cui voglio giocare. Ho grandissimo rispetto per Allegri, ha tantissima esperienza. Non voglio parlare del passato, ma vi posso dire il modo in cui voglio giocare: dobbiamo dominare l'avversario e difenderci bene. Ogni allenatore ha idee uniche. Devo anche cambiare un po', quando vedrò i giocatori smusserò le mie idee. Voglio intrattenere, far divertire i tifosi, un calcio bello da guardare".
Infine, il portoghese ha fatto il punto sulla sua carriera e ha provato a spiegare ciò che non è andato a Manchester: "È difficile spiegare gli errori, dovrei spiegare i contesti. Ho imparato, ho imparato tantissimo. Ho sbagliato, ma sono orgoglioso di essere stato allo United. Ma ora è un'altra storia. Ci sono tante cose che posso fare bene, ho accumulato esperienza. Sarò sicuramente un allenatore migliore".
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video