
Il Mondiale delle delusioni rossonere: dopo Gimenez e Leao anche Jashari ha fatto flop
Solo un gol in due per gli attaccanti e altra occasione sprecata dall’acquisto più caro dell’ultima estate, oltre allo svizzero sono quattro i rossoneri ancora in corsa

Mentre il Mondiale 2026 entra nella sua fase caldissima, a Casa Milan l'aria si fa decisamente pesante. Il bilancio per i colori rossoneri è infatti a dir poco agrodolce: se da un lato il club può vantare ben 5 giocatori qualificati ai quarti di finale su 11 partiti per il torneo (Saelemaeker, De Winter, Rabiot, Maignan e Jashari), dall'altro le notizie arrivate dagli Stati Uniti non fanno certo sorridere il nuovo tecnico Amorim, che tra infortuni pesanti, delusioni sul campo e spinosi nodi di mercato si trova a gestire una rosa ammaccata e svalutata proprio alla vigilia del raduno estivo.
Pulisic e Gimenez a terra -
Le notizie peggiori arrivano dal fronte medico: Christian Pulisic è fuori causa dopo l'eliminazione dei suoi Stati Uniti contro il Belgio. L'americano, uno dei pochi rossoneri a brillare sul campo, ha subito un grave trauma: "Mi sono slogato completamente caviglia e ginocchio nella stessa azione", ha dichiarato sconsolato. Salterà i test atletici a Milanello (12-13 luglio) e salterà l'avvio della tournée in Australia e Indonesia.
Destino ancora più crudele per Santiago Gimenez, che reduce da una sola rete in stagione ha chiuso un Mondiale anonimo rimediando un brutto infortunio alla caviglia già operata a dicembre durante la sfida con l'Inghilterra. Risultato? Altri due mesi di stop. Con il Milan che ha appena investito 70 milioni di euro per Gonçalo Ramos, la gestione del "Bebote" (che pesa a bilancio per 20 milioni) diventa un rebus: cederlo ora a titolo definitivo rischierebbe di generare una sanguinosa minusvalenza. Il prestito o la permanenza come vice-Ramos sono le uniche vie percorribili.
Caso Leao-Gonçalo Ramos -
Il Mondiale ha anche certificato la fine dell'avventura portoghese, aprendo scenari di mercato immediati. Per Rafael Leao, eliminato agli ottavi dalla Spagna, è tempo di bilanci. Il suo agente Jorge Mendes si è già attivato per cercargli una sistemazione in Europa: Barcellona e Tottenham hanno effettuato dei sondaggi, ma sul tavolo di Via Aldo Rossi non ci sono offerte ufficiali in linea con la valutazione di 60 milioni fatta dal club. Se l'Europa non dovesse muoversi concretamente, si potrebbe aprire la pista dell'Arabia Saudita.
Ha fatto molto discutere, invece, la gestione di Gonçalo Ramos. Il neo centravanti milanista ha vissuto il torneo totalmente all'ombra del totem Cristiano Ronaldo (schierato per 441 minuti su 450 dal CT Martinez). Ramos ha avuto a disposizione la miseria di 34 minuti totali, riuscendo comunque a segnare il gol decisivo contro la Croazia nei sedicesimi. Un biglietto da visita che fa ben sperare Amorim, ma che lascia tanto amaro in bocca al giocatore.
Saelemaekers scomparso -
Il Belgio è ancora in corsa, ma anche Alexis Saelemaekers sta vivendo un Mondiale difficile. In panchina alla prima con l’Egitto, l'esterno ha giocato da titolare contro l’Iran (0-0) ma è stato sostituito al 58' e nella terza gara è andato in gol da subentrato nel pokerissimo alla Nuova Zelanda, ma poi dai sedicesimi è sparito restando sempre in panchina (come il compagno De Winter) contro Senegal e Stati Uniti. Tanta panchina anche per Estupinan con l'Ecuador, mentre Modric le ha giocate tutte ma senza brillare.
Jashari ancora flop -
Avanti nella competizione anche la Svizzera, qualificatasi ai quarti dopo aver battuto la Colombia ai rigori, ma per Ardon Jashari il torneo continua a essere lo specchio della sua deludente stagione al Milan, dove dopo esser stato acquistato per 34 milioni dal Bruges, ha trovato pochissimo spazio a causa della concorrenza di Modric e di una frattura al perone. Schierato titolare da Murat Yakin contro la Colombia per via dell'infortunio di Manzambi, Jashari ha di nuovo fallito l'occasione: solo 23 tocchi in un ruolo ibrido tra mediana e trequarti, prima di essere sostituito per disperazione dopo appena 45 minuti. "Sono deluso per il poco spazio", aveva dichiarato prima della gara...
Ora, però, per lui c'è la suggestione più grande: il quarto di finale contro l'Argentina di Leo Messi: "Sono un suo fan fin da bambino, sarebbe un sogno giocarci contro e chiedergli la maglia", ha confessato il centrocampista, aggrappandosi all'ultima chance per salvare un anno fin qui da dimenticare.