
Febbre, tosse e debolezza cronica: la Norvegia ha un problema in più verso il quarto con l'Inghilterra
Non si capiscono le origini del virus che ha colpito la selezione di Solbakken

Scattano i sistemi d'allarme nel ritiro della Norvegia, attesa dalla storica sfida dei quarti di finale contro l'Inghilterra. Nelle ultime ore, le voci rimbalzate dai tabloid britannici e da alcune emittenti internazionali avevano dipinto uno scenario apocalittico: un'intossicazione alimentare di massa o un virus intestinale fulminante pronto a decimare la selezione scandinava.
Nessuna intossicazione da cibo avariato, ma un più classico virus influenzale che è effettivamente circolato tra alcuni membri della delegazione, portando febbre alta, spossatezza e attacchi di tosse. A finire ko nelle scorse ore sono stati l'attaccante Strand Larsen (già rientrato in gruppo dopo aver smaltito la febbre) e il difensore Pedersen, isolato in hotel a scopo precauzionale prima dell'ultimo match. Anche il Commissario Tecnico, Solbakken, è apparso visibilmente provato in conferenza stampa, ammettendo di aver passato notti insonni a causa dei sintomi influenzali: “Ho lasciato che lo staff festeggiasse dopo il Brasile. Ero troppo stanco, sono andato dritto a letto”.
© Getty Images
© Getty Images
© Getty Images
© Getty Images
© Getty Images
© Getty Images
© Getty Images
© Getty Images
© Getty Images
© Getty Images
© Getty Images
© Getty Images
© Getty Images
© Getty Images
La notizia che tiene col fiato sospeso un intero Paese riguarda però lui: Erling Haaland. Il cyborg del Manchester City, reduce dalla devastante doppietta che ha rispedito a casa il Brasile, è totalmente immune e in perfetta salute. Nessun sintomo per il bomber, che continua a guidare regolarmente gli allenamenti in vista del big match di Miami. Dall'ambiente della federazione scandinava filtra forte irritazione per il tam-tam mediatico d'oltremanica, bollato come un tentativo di destabilizzazione psicologica in vista del quarto di finale.
Dall'altra parte della Manica guai a parlare di avversario indebolito. Il ct inglese e i suoi preparano la partita con la massima concentrazione, consapevoli che una Norvegia anche solo leggermente febbricitante, ma con un Haaland in stato di grazia, resta una trappola mortale. L'allarme rientra, la febbre scende: a Miami sarà battaglia vera per un posto in semifinale.