le parole

Mercato Milan: Cardinale fa chiarezza sui poteri di firma e sul ruolo di Calvelli

Il fondatore di RedBird interviene in prima persona per definire le gerarchie societarie dei rossoneri

Gerry Cardinale si è (finalmente) preso il Milan ed è sceso in campo in prima persona per definire le gerarchie societarie dei rossoneri. Il fondatore di RedBird ha contattato direttamente la redazione di Calcio&Finanza per precisare i reali margini di manovra di Massimo Calvelli, nuovo amministratore delegato del club, in seguito ad alcune indiscrezioni emerse da documenti ufficiali esaminati dalla testata.

Il messaggio del numero uno rossonero è netto e non lascia spazio a interpretazioni, soprattutto sul tema caldo del mercato: "Nessuno al Milan ha diritti di approvazione, a qualsiasi soglia, sul mercato dei trasferimenti, a parte me. Io approvo ogni singolo centesimo, e sono l’unico a dare il via libera finale sul calciomercato."

Cardinale ha voluto quindi blindare la governance del club, specificando che il suo potere di veto e di spesa è assoluto e unilaterale. Tuttavia, questo controllo centralizzato non esclude il lavoro di gruppo e il numero uno rossonero ha infatti tenuto a ribadire un concetto già espresso durante la presentazione ufficiale del tecnico Ruben Amorim: ogni investimento sul mercato deve passare esclusivamente dal tavolo di Cardinale, ma nonostante l'ultima parola spetti alla proprietà, la gestione operativa e lo scouting si muovono in perfetta sinergia collettiva. 

Il ruolo di Calvelli -

 I documenti ufficiali svelano l'esatta mappa dei poteri di Massimo Calvelli all'interno del Milan. La redazione di MilanNews.it ha preso visione della visura camerale estratta dal Registro delle Imprese, che ufficializza la nomina del dirigente a nuovo amministratore delegato deliberata nel Consiglio di Amministrazione dello scorso 25 giugno, ma l'aspetto più rilevante del documento riguarda la precisa ripartizione delle sue deleghe e le soglie economiche entro cui può operare.

Firma singola -

 Per l'ordinaria amministrazione e per specifiche aree strategiche, Calvelli gode di un potere di firma individuale per operazioni fino a un massimo di 50 milioni di euro. I suoi compiti principali in questa fascia includono: il calciomercato, i rapporti con gli agenti, la firma di accordi di partnership e sponsorizzazione, la gestione e lo sviluppo del progetto legato al nuovo stadio e la direzione del personale e dei rapporti con le federazioni calcistiche.

Firma congiunta -

 Oltre i limiti dell'autonomia singola o per determinate operazioni finanziarie, la governance del Milan prevede l'obbligo di una doppia firma. Il documento individua due scenari distinti: per le transazioni bancarie rilevanti, le linee di credito, le richieste di garanzie o emissione di carte di credito, Calvelli deve firmare congiuntamente al CFO/COO Stefano Cocirio.

Per i contratti di peso massiccio relativi a calciatori, staff tecnico e procuratori che superano il tetto dei 50 milioni, la firma di Calvelli non basta. Diventa necessaria la co-firma del presidente Paolo Scaroni oppure del proprietario Gerry Cardinale, garantendo così alla proprietà il controllo diretto su ogni decisione finanziaria di primo piano.