intervista esclusiva

Mario Balotelli esclusivo: "Qualitativamente nessuno più forte di me in Serie A. Triste che il mio gol sia l'ultimo azzurro ai Mondiali"

Intervista esclusiva all'attaccante in forza all'Al Ittifaq: "Ibra dirigente? Zlatan fa il dirigente di Zlatan... Al Genoa la società ha sbagliato tutto"

di Claudio Raimondi

Mario Balotelli si appresta a iniziare la prima stagione completa all'Al Ittifaq, dove era arrivato lo scorso gennaio (14 presenze e 6 gol). L'attaccante, 36 anni ad agosto, ha raccontato in esclusiva a SportMediaset i perché di questa scelta: "Qui sto bene, il progetto è buono e questa squadra ha prospettive di miglioramento. E poi a Dubai si vive bene. Non so fin quando andrò avanti, di sicuro finché ho questa passione nell'allenarmi, sudare, andare in campo e segnare. Anche se tutto ciò che fa da contorno a questo calcio inizia a stufarmi". Sarà un Balo-bis pure in campo perché, per la prima volta in squadre ufficiali, potrà giocare col fratello Enock: "Fisicamente è un animale, farà bene. E gli romperò le scatole...".

A Balotelli manca la Serie A? "Mi manca il calcio italiano di 15 anni fa, com'era, come si giocava e i calciatori che c'erano. Mi piacerebbe che la Serie A tornasse al top. Difficile un mio ritorno in Italia, mi ero detto che al Genoa sarebbe stato l'ultimo tentativo ma la società ha sbagliato tutto. Peccato perché la piazza era bellissima, la squadra era forte, la tifoseria fantastica". E alla Serie A manca Balotelli? "Per pura qualità io ancora oggi non vedo calciatori più forti di me in Italia, poi chiaro che il calcio moderno predilige giocatori con più corsa e fisicità. Non vedo giocatori come me, ci sono molti calciatori forti ma non che hanno il mio stile di gioco". A proposito di Italia, l'ultimo gol azzurro ai Mondiali è proprio il suo, ormai 12 anni fa all'Inghilterra: "Non è nulla di cui andare orgogliosi, anzi è una cosa triste. Sono passati troppi anni". Sulle critiche ricevute nel corso degli anni: "Qualche stupidata l'ho fatta, ero un giovane vivace, un po' di accanimento c'è stato. Non me ne pento perché mi hanno fatto crescere. Ma se vedo quello che fanno oggi in giro e lo schifo che fanno certe persone ho la coscienza pulita, io non ho mai fatto del male a nessuno".

Per quanto riguarda il calcio di oggi, tanti complimenti a Chivu: "È sempre stato sul pezzo anche da giocatore, era già un allenatore in campo, tatticamente pronto e intelligente. E poi, sentendo qualche giocatore dell'Inter, è rimasto un po' calciatore dentro e questo, se fatto nella giusta misura, è un bene. L'Inter resta la squadra da battere".

Su Ibrahimovic dirigente del Milan: "Devo rispondere? (ride, ndr). Zlatan fa il dirigente di Zlatan... io so che mette il 100% in ogni cosa che fa". Il Milan ha comprato Gonçalo Ramos: "La Serie A è sfidante per un attaccante straniero, ho visto giocatori forti fare male, poi ripartire e fare nuovamente bene all'estero. Sarà una bella sfida per lui. Se sono stato vicino alla Juve in passato? Sì, dopo il Manchester City. Poi sono finito al Milan quindi nessun rimpianto, è stata una scelta. Certo quella Juve era forte".

Un grande in bocca al lupo a Massimiliano Allegri per l'avventura a Napoli: "Recentemente ho letto tante critiche verso di lui ma quando l'avevo avuto al Milan mi era piaciuto tantissimo. Se è ancora quello, farà bene". E infatti mette gli azzurri, insieme all'Inter, tra le favorite al prossimo scudetto (anche se precisa di non aver seguito molto il calciomercato): "Con una aggiunta a sorpresa: la Roma".

Infine, sui protagonisti ai Mondiali: "Tra Messi, Haaland e Mbappé metto Leo come primo: è il più forte al mondo. Poi, per come piace a me il calcio, Mbappé e Haaland".