Dall'Inter al Napoli sembra passata un'eternità e in effetti tra la grande prova di San Siro e la doppia sconfitta - derby di Coppa Italia e oggi - c'è un abisso che non si spiega. Spalletti lo sa e non si nasconde: "Addio scudetto? Dipenderà dalla Juve, ma il discorso è molto duro. Quando esci sconfitto da questi scontri diretti si ribaltano anche gli stati d’animo - ammette il tecnico giallorosso -, ma c’è da giocare ancora un po’ di partite".
L'analisi della partita è lucida e senza alibi: “Il Napoli è stato molto più bravo nella circolazione palla, mentre noi nel primo tempo non siamo riusciti ad alzare i ritmi: ci hanno fatto penare per riconquistarla. Nel primo tempo hanno meritato il vantaggio, mentre nel secondo la partita è stata un’altra: c’è stata anche un po’ di casualità, ma la partita è stata un’altra".
La sensazione è che la Roma fosse stanca: "Parlare di stanchezza è sbagliato: nel secondo tempo abbiamo avuto un comportamento totalmente diverso rispetto alla prima parte di stagione, il finale di partita dice che l’alibi della stanchezza non esiste. Abbiamo un periodo di partite ancora importanti e dobbiamo affrontarle con la mentalità giusta. Non è vero che mercoledì abbiamo perso in modo netto: non abbiamo fatto benissimo e loro sono stati bravi a prepararla. Oggi, invece, nel primo tempo non siamo stati coraggiosi nel cercare qualche giocata veloce, nel pescare l’uomo tra le linee e loro ci hanno creato difficoltà. Nella ripresa lo spirito è cambiato ed è cambiata anche la fluidità della manovra".
Infine sulla formazione: "Salah fuori dal primo minuto è una scelta tattica per dare spazio a Perotti e El Shaarawy: hanno fatto abbastanza bene, anche se non sono stati aiutati tantissimo dalla squadra. A volte si incide di più e a volte meno, ma l’impegno c’è stato. Oggi anche Fazio, che è quello che ha più qualità per farlo, è riuscito poco a costruire dalla retroguardia".