Entra in vigore il nuovo decreto ministeriale sugli autovelox che blocca l'attività di un dispositivo di rilevamento su cinque in Italia. Secondo la nota ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sui circa 4.000 apparecchi censiti sul territorio nazionale, solo 3.150 resteranno attivi in quanto considerati omologati d'ufficio attraverso la conformità ai 25 prototipi approvati dal testo. Per i restanti 850 dispositivi scatta l'obbligo di spegnimento immediato.
Alcuni spenti, altri no
Con le nuove regole, ogni strumento individuale dovrà corrispondere esattamente al prototipo registrato, possedere una taratura valida da rinnovare con cadenza annuale ed essere inserito nel portale telematico del ministero. I dati raccolti dovranno inoltre essere crittografati, firmati digitalmente e le immagini frontali dovranno prevedere l'oscuramento automatico dei volti. Molti Tutor risultano già aggiornati alla versione 3.0 e sono pertanto inclusi nel computo dei sistemi conformi.
Tra cassa e sicurezza
La riforma spacca il settore tra esigenze di bilancio e sicurezza stradale. Se da un lato la politica difende il provvedimento parlando di fine della "giungla" dei controlli e delle tasse occulte sui conducenti, dall'altro le associazioni per la sicurezza stradale e i comandanti della Polizia Locale esprimono forte preoccupazione per le tempistiche del blocco, concomitante con l'inizio dell'esodo estivo. I dati storici documentano una riduzione del 56% della mortalità e del 15% delle velocità medie sulle tratte asservite.
Norme
Autovelox, cambia tutto: 1 su 5 sarà spento
Il Mit sana il vuoto normativo sui rilevatori di velocità convertendo le vecchie approvazioni, ma lo spegnimento di 850 impianti rischia di alimentare i ricorsi e di depotenziare i controlli estivi
© Getty Images
Continua a leggere su sportmediaset