
La lunga rincorsa di Pavard: restare all'Inter converrebbe a tutti. Deciderà il gruppo
Il difensore francese crede di poter ricucire col gruppo e tornare a essere importante: in passato è già successo

Alzi la mano chi, tra i tifosi dell'Inter, non ha pensato: "Viste la necessità di dover acquistare due difensori, perché non occupare una casella tenendo Benjamin Pavard?".
La risposta è allo stesso tempo facile e difficile. Facile perché dopo l'addio traumatico della scorsa estate, legato a screzi con lo spogliatoio nati sul finale della stagione 2024/25, tutto porta a pensare che i piani nerazzurri per il francese non siano invariati: si attendono offerte per cederlo a titolo definitivo. Difficile perché Benji l'interista, invece, vorrebbe provare a giocarsi nuovamente le sue chance a Milano, ha già lanciato qualche messaggio pubblico (e social, grazie alla moglie) e si è presentato tirato a lucido al ritiro proprio con questo obiettivo in testa. C'è chi assicura che abbia anche provveduto a scusarsi per quel che era successo oltre un anno fa: basterà?
Facciamo un riassunto della vicenda Pavard, arrivato all'Inter nell'estate 2023 dopo un'estenuante trattativa col Bayern Monaco, "una delle più difficili della mia carriera" aveva detto Ausilio, subito auto-nominadosi "Benji l'interista" per quanto avesse spinto per approdare a Milano. Un'ottima prima stagione (nonostante l'infortunio alla rotula di novembre 2023), quella culminata con lo scudetto della seconda stella, una seconda un po' meno, anche per via di un ruolo che non è proprio suo al 100%, quello di braccetto destro, ma soprattutto la sensazione che Inzaghi iniziasse a preferirgli un po' troppo spesso Bisseck. Salta la semifinale di ritorno di Champions League per un problema al ginocchio, gioca la finale e poi nuovamente dà forfait al Mondiale per Club ancora per il ginocchio ma qualche giorno dopo spuntano le foto di una partita a padel con l'amico Theo Hernandez. La furia dei tifosi è tanta, la delusione dei compagni pure. Si arriva alla rottura, la cessione in prestito al Marsiglia l'ultimo giorno di mercato e l'arrivo, nelle stesse ore, in nerazzurro di Akanji, divenuto un pilastro della difesa. Ora il rientro a Milano causa mancato riscatto da parte dell'Olympique.
L'orizzonte temporale non è dalla sua parte perché, ammesso che Cristian Chivu dia il suo benestare alla permanenza, per l'ultimo e definitivo via libera servirà passare proprio dallo spogliatoio che però ora manca del suo leader maximo. Fin quando Lautaro Martinez non tornerà dalle vacanze post-Mondiale, il destino interista di Pavard resterà in bilico: lui darà tutto in allenamento e nelle amichevoli, il club ascolterà eventuali offerte.
La dirigenza e la proprietà restano in attesa. In linea teorica converrebbe a tutti una sua permanenza. Si risparmierebbero risorse economiche in difesa da destinare in altri reparti, non ci sarebbe la difficoltà di piazzare un giocatore che a bilancio pesa ancora (era stato pagato 32 milioni di euro) e ha un ingaggio importante (5 milioni) e la retroguardia riacquisterebbe un giocatore ad alti livelli da anni e ancora nel pieno della carriera, avendo compiuto 30 anni a marzo. Ma lo spogliatoio regna sovrano, la forza del ciclo recente dell'Inter è stata proprio l'unione di intenti tra compagni: servirà che tutti siano d'accordo, inutile forzare una situazione che rischierebbe di esplodere dopo pochi mesi.
Le vie del calcio sono infinite, basti ricordare come sul finale della scorsa annata lo spogliatoio dell'Inter veniva raccontato come un tutti contro tutti con i vari Thuram, Calhanoglu e Dumfries in lista d'addio. Poi sono rimasti tutti e tre e sono arrivati scudetto e Coppa Italia. Per questo è difficile fare una previsione a metà luglio. Benji l'interista ci prova: la scalata è ripida, difficile, ma vuole tornare a respirare nerazzurro.
© instagram|Agustina Gandolfo
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