
Milan, caso Pulisic: il rinnovo si fa complicato. Il suo futuro è ancora in bilico
Cardinale e i suoi vorrebbero il prolungamento ma il suo entourage non si è ancora espresso

Christian Pulisic e il Milan, un matrimonio che sembrava indissolubile ma che oggi si scopre improvvisamente più fragile. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la trattativa per il rinnovo del contratto dell'attaccante statunitense è finita in una fase di inaspettato stand-by. Nonostante l'infortunio rimediato al Mondiale contro il Belgio – che lo costringerà ai box per sei settimane mettendo a forte rischio la sua presenza per l'esordio in campionato il 23 agosto contro il Torino – i riflettori in via Aldo Rossi sono tutti puntati sul suo futuro contrattuale.
La scadenza del contratto è fissata al 30 giugno 2027. Sulla carta il Milan si sente al sicuro, potendo contare anche su un'opzione di prolungamento unilaterale. Ma la realtà emersa nelle ultime ore racconta un'altra storia: è lo stesso Pulisic a voler prendere tempo. Gerry Cardinale e il nuovo tecnico Ruben Amorim lo considerano un pilastro imprescindibile, sia per ragioni di campo che di marketing globale, ma l'esterno americano preferisce aspettare. L'obiettivo del giocatore è valutare con estrema attenzione gli sviluppi del nuovo progetto tecnico targato Amorim e capire che tipo di Milan sta nascendo prima di legarsi a lungo termine.
A complicare lo scenario ci sono anche valutazioni di natura tattica e di mercato. Amorim ha già espresso grande stima per Pulisic, spiegando di volerlo utilizzare principalmente largo a sinistra (posizione che libererebbe spazio a destra per un nuovo innesto mancino, con il nome di Zaniolo caldissimo). Tuttavia, la delusione per un Mondiale chiuso anzitempo e con un infortunio pesante si somma alle sirene che arrivano dall'estero, con la Mls (su tutte il New York City) che continua a corteggiarlo a suon di milioni.
Il Milan non ha alcuna intenzione di cedere, ma il "congelamento" dei dialoghi per il rinnovo lancia un campanello d'allarme che a Milanello non possono ignorare. La palla passa ora alla dirigenza rossonera: per blindare Capitan America servirà qualcosa in più di una semplice opzione unilaterale.