
Spagna-Argentina non si è giocata come "Finalissima" ma va in scena per decidere la Coppa del mondo
Programmata per fine marzo in Qatar e sospesa per la guerra, la partita tra campioni d'Europa e del Sudamerica deciderà il Mondiale

Si vede che era destino. La frase che ci diciamo quando prendiamo un due di picche o ci salta la partita di calcetto acquista un senso planetario pensando alla prossima finale mondiale. Uscita dalla porta come sfida tra la Nazionale campione d'Europa e quella del Sudamerica (la cosiddetta "Finalissima", con il solo precedente nella netta vittoria albiceleste sull'Italia nel 2022), rientra dalla finestra più importante: quella dello scontro che decide il Mondiale 2026. Niente male come upgrade...
Spagna-Argentina, inizialmente programmata per il 27 marzo in Qatar, è stata annullata per la situazione del Golfo in seguito all'attacco militare di Usa e Israele all'Iran. Non c'erano altre date disponibili e non si è più pensato di riprogrammare la partita. In pratica la "Finalissima" appena partita si è subito fermata. La Uefa aveva cercato un piano B. Da lì in poi, però, è scoppiata una vera e propria guerra diplomatica (come se non bastasse quella vera). La federazione europea le ha provate tutte: prima ha proposto il Santiago Bernabeu di Madrid con biglietti divisi a metà, ma l'Argentina ha detto no. Poi ha rilanciato con una formula stile "andata e ritorno" (Madrid e Buenos Aires), incassando un altro rifiuto dall'Albiceleste. Spagna e Uefa hanno persino offerto la data alternativa del 30 marzo in sede neutrale europea. Niente da fare. Gli argentini si erano detti disponibili a giocare solo il 31 marzo, data considerata impraticabile dagli europei. Risultato? Saltato l'accordo, Finalissima cancellata con profondo rammarico di Nyon.
Cancellata, sì, ma non del tutto. Perché il destino ha voluto che le due superpotenze si facessero largo nel tabellone del Mondiale statunitense fino all'atto conclusivo. Sarà così il MetLife Stadium di New York a fare da teatro a questo scontro totale il 19 luglio. Solo che, in questo caso, in palio c'è il tetto del mondo.