Il gol che vale la finale Mondiale contro la Spagna porta la firma di Lautaro Martinez, decisivo nel 2-1 contro l'Inghilterra ad Atlanta, una rete che ha scatenato la commozione irrefrenabile del centravanti dell'Inter: "È il gol che sognavo da quando mio papà mi ha regalato i primi scarpini da calcio", ha confessato l'argentino, ammettendo poi con ironia: "Proverò a non piangere di nuovo, l'ho già fatto abbastanza".
Nonostante il percorso accidentato in questo torneo, iniziato senza il posto da titolare, Lautaro ha saputo gestire la frustrazione con professionalità: "Non sono ovviamente contento perché voglio giocare sempre, quando sono all'Inter se sto fuori mi arrabbio, ma alla fine undici entrano dall'inizio, cinque dopo e devi solo pensare a dare tutto", sottolineando come il successo collettivo sia guidato dal sacrificio, imparato osservando Messi: "Come esempio abbiamo il migliore del mondo, quello che ti fa venire la voglia di abbassare la testa, correre, lavorare, avere umiltà, sacrificarsi" le parole a La Repubblica.
Una rete, quella contro gli inglesi, arrivata dopo una premonizione: "L'ho proprio vista nel sonno, giuro" e che rappresenta il riscatto personale dopo anni di dubbi, avendo superato periodi in cui "sono stato anche scartato, non erano in tanti a credere in me, ma io sono sempre stato convinto che la strada portasse qui".
Dopo aver vissuto momenti in cui si chiedeva se il suo valore fosse riconosciuto, il 'Toro' guarda al futuro con consapevolezza: "Mi sono fatto delle domande, sì, però certe partite ti liberano la testa e fanno tornare i conti. Ogni singolo argentino avrebbe voluto firmare quella rete e l'ho fatto io".