"Tutti i miei compagni di squadra in Nazionale provengono dalla classe operaia. Speriamo che ci ricordino come qualsiasi argentino: che siamo lavoratori, che non molliamo mai e che, anche se le cose ci costano, ce la caviamo sempre, come si vede in questo Mondiale". Così, in conferenza stampa, Emiliano Martinez detto 'El Dibu' ha parlato di ciò che unisce la sua Argentina. Il portiere 33enne, poi, ha dichiarato di sentirsi tranquillo: "Posso subire uno, due, tre gol, ma nell'azione successiva sono esattamente lo stesso. La pressione non mi pesa. Cerco semplicemente di infilarmi i guanti e, quando arriva l'azione, mi dico: 'ho più possibilità di pararla'. Che si tratti di una partita normale, di una finale o di quando gioco nel quartiere, sono lo stesso Dibu che giocava nel quartiere di Mar del Plata», ha aggiunto. "Dobbiamo avere più voglia di vincere che paura di perdere - ha detto invece Rodri, il capitano della Spagna -. Abbiamo vissuto un processo di crescita graduale, durante il quale la squadra è maturata negli ultimi anni. L'avevo detto all'epoca che questa generazione avrebbe fatto parlare di sé, e ora abbiamo vissuto le esperienze più importanti per un calciatore: la Nations League, gli Europei e ora una finale di Coppa del Mondo. Siamo felici, ma la nostra ambizione va ben oltre. Domenica ci attende una sfida fantastica per rendere questa generazione indimenticabile". "Siamo molto completi e difficili da battere. Affrontiamo ovviamente il migliore di tutti i tempi, ma loro sono molto più di Messi - ha analizzato il centrocampista -. Cercheremo di metterli in difficoltà il più possibile e, qualora la partita si dovesse innervosire, dovremo provare a non cadere nelle provocazioni".
Mondiali, Dibu Martinez: "In squadra siamo tutti figli della classe operaia"
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