Il profilo

Summerville, chi è il folletto olandese nato lo stesso giorno di Maradona che al Mondiale ha soffiato il posto a Malen

Lo chiamano "Three or Seven", tre o sette perché può essere il migliore o il peggiore in campo, ma è reduce da una grande Coppa del mondo con 2 gol e 2 assist realizzati

di Enzo Palladini

Al Mondiale ha soffiato il posto a Malen, ma nella Roma - se la trattativa con i giallorossi andasse a buon fine - questo non potrebbe succedere. Secondo il CT olandese Ronald Koeman, nel ruolo di centravanti Brobbey è meglio di Malen, che avrebbe dovuto riadattarsi a giocare da attaccante esterno destro. Ma in quel ruolo, Crysencio Summerville è sicuramente più efficace dello stesso Malen, che però per Gasperini è solamente e sempre un centravanti. Da attaccante esterno, il giocatore del West Ham è una furia della natura. Difficilissimo da arginare. L'abbiamo visto molto bene da ala destra d'attacco, ma il suo ruolo originario era quello di ala sinistra. Comunque venga impiegato, il rendimento è garantito. 

Non è stato un innamoramento dell'ultima ora per la Roma, che lo ha seguito a lungo durante la scorsa stagione. Appena è diventata ufficiale la retrocessione del West Ham dalla Premier League al Championship, il club giallorosso ha intavolato una trattativa con il club e con il giocatore, che però inizialmente si è arenata perché gli agenti del giocatore hanno chiesto un quadriennale da 6 milioni a stagione, salvo più avanti ridimensionare le richieste che nessuno avrebbe potuto soddisfare anche perché il cartellino, con o senza clausola, ha un valore che si aggira intorno ai 50 milioni. Investimento pesante. 

Al Mondiale è stato una vera rivelazione. Ha totalizzato 4 presenze con da 2 gol e 2 assist. Niente male per uno che era praticamente esordiente. L'avevano chiamato spesso nelle rappresentative giovanili, ma la prima chiamata di Koeman è arrivata soltanto nello scorso mese di maggio, con esordio addirittura il 3 giugno nell'amichevole persa per 1-0 con l'Algeria. Solamente undici giorni dopo ha segnato il primo gol con la maglia Orange, nel 2-2 contro il Giappone. Non è un predestinato, come vedremo anche nel suo cammino con i club, ma un giocatore che piano piano, di rincorsa, è arrivato dove voleva arrivare senza bruciare le tappe. 

All'anagrafe si chiama Crysencio Jilbert Cirro Summerville e ha origini surinamesi. Il padre Errol è stato un calciatore, sia pure senza raggiungere livelli elevati. La mamma Jasmina è tuttora il suo punto di riferimento. È nato a Rotterdam il 30 ottobre del 2001 (settimo di otto figli) e qui è giusto aprire una piccola parentesi perché il 30 ottobre è una data di nascita prestigiosa: 41 anni prima di lui è nato nello stesso giorno niente meno che Diego Armando Maradona. Zodiaco a parte, Summerville è cresciuto nelle giovanili del Feyenoord (dove è entrato a 6 anni dopo un passaggio in una piccola squadra chiamata RVVV Noorderlwartier) senza mai arrivare a esordire in prima squadra. La sua prima partita in Eredivisie l'ha giocata il 13 gennaio 2019 con la maglia del Dordrecht dove era stato mandato in prestito. Poi è stato anche all'Ado Den Haag e proprio qui si è fatto notare, perché nel 2020 è passato al Leeds United per 6 milioni.

In Inghilterra la sua ascesa non è stata particolarmente rapida. Le prime due stagioni le ha giocate con la squadra "riserve" del Leeds. Solo nel 2022-23 è stato aggregato alla prima squadra, totalizzando 4 gol e 3 assist in 28 presenze. La stagione successiva è stata quella della consacrazione: finalmente titolare, 43 partite in Championship, 19 gol e 9 assist. Nell'estate del 2024 il passaggio al West Ham per 30 milioni. La seconda metà della prima stagione è stata rovinata da un infortunio al bicipite femorale, prima trattato con terapia conservativa e poi operato. Nell'ultima stagione, nonostante la retrocessione, 30 partite e 5 gol in Premier League. 

Dribbling, uno contro uno, velocità sopra la media, ma soprattutto imprevedibilità. Destro naturale, gioca bene sia su una fascia che su quella opposta, ha un dribbling secco che dice di riuscire a mettere in pratica osservando la postura dell'avversario e prevedendo le sue mosse. Probabilmente dice la verità, vedendolo all'opera. Queste sono le caratteristiche proprie di questo ragazzo, che si è guadagnato un soprannome molto curioso in Inghilterra: "three or seven", ovvero "tre o sette". Nel senso che può essere il migliore o il peggiore in campo. Alla Roma, se riusciranno a prenderlo, si augurano che possa essere sempre "seven".