JUVENTUS

Juve, Spalletti perde la pazienza: "Cambiate passo. Io resto, ma molti di voi andranno via"

Cantiere aperto, ritardi di mercato e troppi esuberi nel gruppo. L'affondo negli spogliatoi e l'attesa per Kolo Muani e il nuovo portiere

Aria pesante, pesantissima alla Continassa. Nemmeno due settimane di raduno e in casa Juventus è già tempo di verdetti, ma soprattutto di nervi tesi. Il sorriso di Luciano Spalletti si è congelato tra il caldo di luglio e un mercato che stenta a decollare. La fotografia del momento bianconero è tutta nella trasformazione del tecnico toscano: addio al Luciano padre di famiglia pronto a coccolare il gruppo dopo il deludente sesto posto della scorsa stagione, spazio a un allenatore furioso e senza filtri.

A far traboccare il vaso, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport di oggi, è stata la presenza in campo di un vero e proprio esercito di esuberi. Giocatori con le valigie in mano ma ancora regolarmente in gruppo: da Di Gregorio (sempre più lontano) a Cabal, Joao Mario e Gatti, passando per Arthur, Adzic, Zhegrova, Openda e Milik. Un affollamento che impedisce a Spalletti di piantare i paletti della nuova Juve.

Negli ultimi giorni la misura è colma e nello spogliatoio è andato in scena un vero e proprio faccia a faccia shock. Spalletti non s'è trattenuto e ha sparato ad alzo zero davanti alla squadra: "Ragazzi, cambiate passo! Io resterò qui, ma molti di voi andranno via!" Un messaggio chiarissimo, diretto al cuore di chi sa già che entro fine agosto dovrà trovarsi un'altra sistemazione. Parole che hanno gelato diversi elementi della rosa, ma che riflettono l'ansia da prestazione di un tecnico artigiano che fa del lavoro quotidiano il suo dogma e che oggi, a un mese dal debutto in campionato contro il Frosinone (23 agosto), si trova a gestire una Juventus virtuale.

Tra infortuni e vacanze post-Mondiale (Bremer, McKennie e Conceição ancora assenti, Thuram e Yildiz a parte), per l'amichevole contro lo Standard Liegi, l'ex ct si ritrova a schierare appena tre o quattro titolari reali (Locatelli, Cambiaso, Kalulu e forse Celik). Gli unici volti nuovi finora sono stati lo stesso Celik a parametro zero e il giovane Ekhator, subito fermato da un infortunio che lo terrà fuori almeno venti giorni.

Un bottino decisamente troppo magro rispetto ai desideri di maggio. I sogni milionari per la porta con Alisson si sono spenti da tempo (motivo della rottura con l'ex dg Comolli), ma Spalletti ora pretende risposte immediate. Nonostante il nervosismo, il feeling tra il mister e la nuova dirigenza composta da Giovanni Carnevali e Ricky Massara resta totale. La stima è forte, ma il tempo stringe.

L''attacco è il reparto più caldo. La Juve ha alzato la pressione per Randal Kolo Muani, mettendo sul piatto del Psg oltre 40 milioni di euro compresi i bonus. Ore caldissime per la risposta dei parigini. Sullo sfondo restano vive le opzioni Zirkzee (in prestito dal Manchester United), Pellegrino e Richarlison. Per la porta, invece, salutato Di Gregorio, in pole c'è Vicario del Tottenham, con le quotazioni in forte ascesa rispetto al Dibu Martinez e a Suzuki del Parma.

Spalletti aspetta anche un rinforzo a centrocampo (spera sempre nello svincolato Kessié, mentre sta rilanciando Douglas Luiz in regia) e un difensore mancino di personalità per l'impostazione dal basso. La fretta di Luciano è la fretta di chi vuole riportare subito la Juve in alto. Il tempo delle parole è finito, alla Continassa la spina è inserita, adesso la palla passa ufficialmente al calciomercato.