
Milan, esordio di Amorim a due facce: segnali positivi da super Camarda e dal duo Fofana-Musah
Contro il Celtic male nel primo tempo, molto meglio nella ripresa. Chukwueze a tutta fascia intriga, sfortunato l'esordio di Gila

Con Camarda è già un Milan competitivo. Al di là delle innumerevoli sostituzioni operate da Ruben Amorim, è stato il giovane bomber a dare la svolta alla prima amichevole sul campo del Celtic. Il suo ingresso nel secondo tempo ha dato incisività e profondità a una squadra che nel primo tempo ha boccheggiato, non ha mai tirato in porta, ha subito due gol e poteva subirne altri. Il prodotto del vivaio rossonero in sette minuti ha raddrizzato il risultato e sfiorato un clamoroso sorpasso. Grazie a Camarda, ma non solo grazie a lui, la squadra di Amorim nel secondo tempo, con una difesa inedita (nel primo tempo avevano giocato tre potenziali titolari) e con un tasso di esperienza superiore, ha dato segnali ben più incoraggianti al di là del 2-2 finale.
Il giudizio più attendibile tra i reparti rossoneri è quello sulla difesa schierata nel primo tempo, perché era composta da tre potenziali titolari come Tomori, Gabbia e Pavlovic. In teoria dovrebbero trovarsi a memoria, visto che erano insieme anche nella passata stagione. Invece si sono viste delle incertezze, soprattutto nella costruzione dal basso. Il più lucido sembra Gabbia, con la fascia da capitano al braccio. Pavlovic ha sulla coscienza il gol dell'1-0 segnato da Duran grazie a un suo retropassaggio sbagliatissimo, ma ha anche espresso qualche sportellata che ha risolto situazioni complicate. Certo, a questo assetto mancava un pezzo fondamentale, vale a dire Mike Maignan, mentre il giovane portiere Torriani è rimasto spiazzato da alcuni errori dei compagni. Nel secondo tempo ha esordito Mario Gila, che ha subito fatto sentire i suoi spigoli negli uno contro uno, schierato a destra in una difesa totalmente inedita completata tra Terracciano e Odogu. Gila però si è dovuto fermare dopo aver giocato solo metà tempo.
© Getty Images
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A centrocampo qualche segnale positivo nel primo tempo è arrivato da Comotto, che - almeno - non ha mostrato timori nei confronti degli avversari. Ha tentato qualche iniziativa personale, lasciando intravedere qualità su cui si può lavorare. Un discorso a parte merita Ricci, che ancora una volta non ha mostrato quelle doti di leader alternativo (rispetto a Modric) che il Milan si aspetta da lui. Più passaggi orizzontali che verticali, un errore grave che ha innescato il gol del 2-0 per il Celtic. Sugli esterni, Bartesaghi è apparso in ritardo di condizione, Athekame è stato cercato poco dai compagni. Decisamente più dinamico il centrocampo del secondo tempo, con Fofana e Musah in mezzo, Chukwueze schierato a tutta fascia sulla destra. Più esperienza e più sostanza.
Ingiudicabili in attacco i due giovani Kostic e Ossola, davvero poco inseriti nel gioco rossonero durante il primo tempo. Giudicabile invece Loftus-Cheek, ma in maniera negativa. Lente quasi tutte le sue giocate, mai usato il piede sinistro nonostante giocasse inizialmente proprio da quella parte (nella ripresa a destra non è cambiato molto). Alla fine del primo tempo ha avuto anche una potenziale palla-gol su un cross proveniente da destra, ma ha completamente sbagliato l'aggancio a pochi passi dalla porta scozzese. Nel secondo tempo, l'ingresso di Francesco Camarda ha dato subito una svolta al gioco offensivo rossonero. Alla seconda palla toccata ha guadagnato un calcio di rigore e l'ha trasformato con eccezionale freddezza. n sette minuti ha poi confezionato una straordinaria doppietta, sfruttando un assist delizioso di Chukwueze. Sta già bene, è motivato, il Milan dovrà pensarci bene quando sarà il momento di cederlo in prestito, a quale squadra e a quali condizioni. Migliorativo rispetto al primo tempo anche l'ingresso di Guernier sulla fascia sinistra dell'attacco.