
Andrea Mancini: "Mio papà vuole vincere il Mondiale e ripulire l'immagine del suo addio"
L'attuale ds del Cesena ha parlato dell'emozione del ritorno in azzurro e degli obiettivi futuri della Nazionale

"Vuole vincere il Mondiale". Parola di Andrea Mancini, figlio di Roberto, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera dopo la nomina del padre a ct della Nazionale. Il sogno di Mancini, secondo il figlio, è quello di tornare protagonista con gli azzurri e vincere la Coppa del Mondo: "Ha questa idea da sempre, ce l’ha sempre ripetuto. Voleva tornare per far vivere questa gioia all’Italia. Quando lo diceva all’Europeo, gli davano del pazzo. Poi è successo. È vero, è prematuro parlarne. Ma è giusto pensarci, perché a volte i sogni si realizzano. E io gli faccio il mio più grande in bocca al lupo. Farà un grande lavoro".
Mancini, inoltre, si appresta a vivere questa seconda avventura in azzurro "Con una forte motivazione. Ha il desiderio di cancellare la delusione per queste tre mancate qualificazioni. E c’è anche un altro fattore". Ovvero quello di "ripulire l’immagine del suo addio all’Italia". Una scelta, quella di lasciare la Nazionale per andare ad allenare l'Arabia Saudita, che ancora oggi genera molte polemiche: "Quelle ci sono e ci saranno sempre. Fanno parte di questo mondo e devi accettarle facendo questo lavoro. Nella vita e nel calcio non si può piacere a tutti. Alla fine sarà il campo a parlare, è l’unico e vero giudice di questo sport". Sul ritorno in azzurro, aggiunge: "Ci ha sperato tanto. Se torniamo solo a giovedì o venerdì, sembrava impossibile un suo ritorno. Ma la vita è così, imprevedibile e regala sempre sorprese. Ed è bella per questo".
Nel corso dell'intervista, Mancini Jr ha parlato di come sono trascorsi gli ultimi giorni con il padre che non era tra i principali candidati alla panchina azzurra: "(Abbiamo capito che sarebbe diventato ct, ndr) In realtà solo ieri. La direzione sembrava un’altra. Poi nel fine settimana è cambiato tutto e le possibilità sono aumentate. Con l’annuncio di Malagò è arrivata la certezza". E sull'apporto che potrà dare, aggiunge: "Si metterà subito al lavoro. Il tempo è poco, ma non è un uomo che ha paura delle sfide. Ma bisogna fare attenzione a una cosa: una sola persona non può cambiare le sorti dell’intero calcio italiano. Penso che la questione sia piuttosto un’altra. Bisogna impegnarsi per creare un percorso, dare forma a un’idea in cui si mettano di nuovo i giovani italiani al centro del sistema. Bisogna tornare a investire sui settori giovanili e a coltivare il talento. Dobbiamo riallinearci alla direzione che il calcio mondiale ha preso da tempo".
Al fianco di Mancini ci sarà Claudio Ranieri, nuovo dt della Nazionale: "La sua carriera parla per lui. E, soprattutto, è una persona con un profondo spessore umano. Credo che lui e mio padre possano aiutarsi a vicenda. Sono un binomio vincente. Per la loro esperienza nel calcio e per i valori che condividono". Inoltre, per il Mancio la sfida più importante sarà quella di "fare nuovamente innamorare il popolo italiano della Nazionale dopo i tre Mondiali saltati. L’Italia merita di stare con le squadre più forti e tornare a provare certe emozioni. Insomma, dovrà riportare quella magia che aveva creato con il percorso e la vittoria dell’Europeo". E sui ricordi azzurri del padre, aggiunge: "Il suo rapporto con Vialli e quella convinzione che entrambi avevano di vincere. La vita a volte ti toglie, ma poi ti ridà in una forma diversa. Avevano perso a Wembley contro il Barcellona. Anni dopo si sono ritrovati nello stesso posto a poter vincere un’altra finale. Insieme".