NAZIONALE

Liberali, Comotto e Della Rovere: Mancini pensa già al "nuovo Pafundi" per la sua Italia

Il ct azzurro impressionato dal trequartista nella finale dei playoff di B, Fabregas può servigli l'assist. Il regista del Milan e il 2007 del Bayern in rampa di lancio

di Paolo Borella
© sportmediaset

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"Vedo i giocatori prima degli altri", parola di Roberto Mancini. Il rientrante ct azzurro non pecca certo di autostima, ma ha un curriculum da allenatore ricco di buoni motivi per starlo a sentire con attenzione, anche in vista del suo secondo capitolo a Coverciano.

Nelle interviste raccontava di aver adocchiato Zidane e Cristiano Ronaldo prima della loro esplosione, ma anche la prova del campo è chiara: da Balotelli all'Inter fino alla "provocazione" Pafundi, lanciato nel 2022 in nazionale all'età di 16 anni, sono più di due decadi che il Mancio punta con coraggio sui giovani. 

E stavolta? Qualche indizio è già nell'aria: il 29 maggio scorso, quando il tandem Malagò-Mancini era realtà solo nei tornei di calcetto del Circolo Aniene, il tecnico osservava attento sulle tribune durante la finale playoff di Serie B tra Monza e Catanzaro. 

Un calciatore su tutti ha catturato il suo sguardo, il numero 14 di Aquilani. Un trequartista dalle finte veloci e dall'ultimo passaggio illuminante. In altre parole: Mattia Liberali. In Calabria, il classe 2007 è cresciuto ancora ed è tornato in Serie A, nel Como di Fabregas preferito al Milan dove era cresciuto e aveva esordito in prima squadra con Fonseca. 

Proprio da Cesc, l'allenatore catalano che lo ha voluto in riva al Lago, Mancini si aspetta l'assist per vederlo con continuità ad alti livelli e poterlo poi convocare anche in nazionale. Complici gli impegni con il Catanzaro, in estate ha partecipato solamente agli Europei Under 19.

Possibile un apprendistato nell'Under 21 di Silvio Baldini, anche se il nuovo ct non avrebbe certo paura a portarlo subito tra i grandi. Anzi, lo vede come possibile pilastro dell'Italia del rilancio e del futuro, per qualità tecniche e intraprendenza. Quale miglior rampa di lancio del Como di Fabregas? 

Mancini cerca segnali di genialità che ricordino il suo glorioso passato da calciatore e si trasforma quindi in talent scout con l'obiettivo di lanciare la nuova generazione azzurra, quella dei 2007 e dei 2008 prima di tutti. Tra questi, da segnalare l'incoscienza di Christian Comotto. 

Un anno fa, prima del prestito in B allo Spezia, il centrocampista guadagnò e trasformò il rigore nell'amichevole col Perth Glory con un delizioso cucchiaio. Più del contesto e dell'avversario, stupisce la personalità del 18enne che ha appena rinnovato col Milan fino al 2031.

Nato come trequartista e mezz'ala, ora più regista, ha conquistato la fiducia di Amorim tra ritiro e test col Celtic, probabilmente resterà in rossonero per l'intera stagione. Tra qualche giorno, proprio in Australia, il derby amichevole con l'Inter in cui avrà di nuovo spazio. Obiettivo? Dare nuovi segnali all'allenatore, ma anche al ct

Mancini potrà sfogliare anche le ultime convocazioni di Baldini: occhio agli strappi di Ndour e al piede preciso di Dagasso, oltre a profili già più affermati come Lipani e Pisilli. Per quanto il nostro calcio sia in crisi, il commissario tecnico avrà comunque tanti giocatori da visionare, anche all'estero, dove diversi talenti si sono trasferiti da giovanissimi negli ultimi anni

Tra questi, come non citare Guido Della Rovere? Nato nel 2007, è alla seconda stagione con il Bayern Monaco dopo aver lasciato la Cremonese. La Juve si fece avanti per lui, ma non trovò l'accordo e il Bayern bruciò la concorrenza. Dopo avergli dato spazio con la seconda squadra, i bavaresi lo hanno portato tra i grandi per ritiro e amichevoli, con tanto di fascia da capitano contro il Wehen. 

Segnali di stima per quello che già quando giocava in Primavera 2 era considerato un possibile campione, al momento arrivato fino all'Under 19 azzurra nell'autunno scorso. Nell'ultima stagione ha giocato soprattutto dietro alla punta, nel 4-2-3-1 impostato da Kompany potrebbe fare sia il trequartista sia il mediano davanti alla difesa.

Quattro anni dopo il "Pafundi e poi tutti gli altri", con il trequartista di Monfalcone che si è un po' perso tra Udinese e i prestiti a Losanna e Sampdoria ma ha ancora solo 20 anni, Mancini è tornato alla carica e per dare il via alla rinascita ha anche il compito di valorizzare quanto seminato dalle nazionali giovanili e dai club.