Edoardo Scotti, primatista italiano dei 400 metri con il tempo di 44"45 realizzato in occasione della batteria dei mondiali di Tokyo 2025, ha vinto domenica scorsa i campionati italiani di Firenze in 44"96, al termine di una gara in cui ha dimostrato di avere raggiunto una notevole condizione, su una pista peraltro ritenuta non totalmente performante, e adesso punta a disputare un grande europeo a Birmingham dove sicuramente penserà in grande.
Il 26enne atleta lombardo di Lodi, impostosi all'attenzione generale nelle categorie giovanili, ha sempre vestito la maglia azzurra assoluta in tutti i principali campionati internazionali dal 2018, disputando 2 Olimpiadi, 4 Mondiali e 3 Europei, l'ultimo di questi a Roma nel 2024 quando ha conquistato due argenti con le staffette 4x400 e 4x400 mista, delle cui squadre in occasioni diverse è anche primatista nazionale.
Dopo avere realizzato nel Golden Gala del 2020, l'anno della pandemia, il proprio personale di allora con 45"21, non è riuscito sia pur avvicinandolo varie volte a migliorare quel tempo sino al 27 giugno dell'anno scorso, quando ha corso in 44"93 in occasione della vittoria ai campionati europei a squadre di Madrid, nel cui stesso stadio Vallehermoso in un meeting disputato pochi giorni dopo si è nuovamente migliorato, eguagliando il record italiano di Luca Sito con 44"75, per poi prenderselo definitivamente in solitaria con il 44"45 del Giappone a settembre.
L'inizio del 2026, dopo un'intensa preparazione invernale in Sudafrica, gli ha purtroppo riservato un problema fisico rappresentato dall'insorgere di un fastidioso dolore tra l'inguine e gli adduttori, poi diagnosticato come tendinopatia cronica, che lo ha frenato per molte settimane costringendolo a saltare la convocazione per le World Relays di Gaborone, e rimandare il debutto a giugno inoltrato con una condizione ovviamente non ottimale, ulteriormente complicata da una lunga e debilitante influenza.
Adesso tutto sembra totalmente risolto e le ultime due gare, a iniziare dal meeting di Madrid dove ha corso in 45"27, ma soprattutto da Firenze, hanno mostrato ampi sprazzi del miglior Scotti che, in tal senso, appare molto ottimista e non si pone certamente limiti in vista degli Europei di Birmingham, ma anche guardando più avanti nei prossimi anni.
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Edoardo una condizione in grande crescita dimostrata a Firenze, su una pista non velocissima, dove sei sceso sotto i 45 netti per la quinta volta in carriera. Ti aspettavi questo riscontro?
"Sono arrivato allo Stadio Ridolfi con molte incertezze per via della pista. Storicamente Firenze e Rovereto sono sempre state le mie bestie nere, infatti, nonostante io abbia corso molteplici volte su entrambe le piste, su nessuna di queste ero mai sceso sotto i 46. Alla fine abbiamo corso tutti bene, a dimostrazione che a volte i limiti sono più grandi nella nostra testa che nella realtà."
Dopo l'eccellente stagione passata con il record italiano prima eguagliato e poi demolito nella batteria dei mondiali a Tokyo, hai avuto nella preparazione di quest'anno un problema di tendinopatia cronica. Tutto risolto adesso?
"Purtroppo sì, dopo la diagnosi sono stato in riabilitazione per più di due mesi senza poter correre e come se non bastasse, quando stavo tornando in forma, mi sono fatto pure 3 settimane di influenza curata con antibiotico a giugno. A ogni modo, la pubalgia non mi sta più limitando, ma ogni tanto sento ancora qualche dolorino. Spero che prima o poi passerà del tutto."
Hai mai avuto paura, specie dopo la tua definitiva esplosione agonistica del 2025, di non riuscire a confermarti ai livelli dell'anno scorso per questo dolore tra l'inguine e gli adduttori che ti ha frenato a lungo?
"Assolutamente sì, anche perché prima di avere problemi di pubalgia stavo correndo veramente forte, ma avendocela avuta per mesi, e vedendo che anche dopo settimane di terapie, il dolore rimaneva sempre uguale, sono arrivato a pensare che avrei convissuto col dolore per sempre. So che può suonare folle, specialmente per un atleta della mia esperienza, ma quando il dolore diventa cronico non è semplice vedere o credere che esista una via d’uscita."
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Hai solo 26 anni, e già una grandissima esperienza fatta di partecipazioni a ogni campionato internazionale tra cui due Olimpiadi. Ti senti pronto per un grande Europeo sia a livello individuale che di staffette?
"Sì, non nascondo che il mio obiettivo sia sempre stato uno solo e lascio a chi legge immaginare quale. Dopo tutta questa serie di problemi l’ho poi ahimè ridimensionato, ma ora che sto ricominciando a vedere tempi interessanti sono certamente tornato a crederci. Non partirò coi favori del pronostico purtroppo, ma sarà la pista a parlare."
A proposito di staffette, la finale diretta di quella mista è il giorno prima le semifinali della gara individuale. Pensi di poter disputarle entrambe, come del resto a Roma 2024 dove hai corso in ben 5 gare?
"No, dovrò fare una scelta. O corro la mista sapendo di compromettere la gara individuale, oppure correrò solamente la prova singola. Questa decisione la prenderò nel corso dei prossimi 10 giorni, e non sarà facile scegliere. Quando ho visto il calendario devo ammettere che ero a dir poco stizzito."
Hai sempre dichiarato di allenarti principalmente da solo con il tuo tecnico Zilocchi. Ritieni che non avere riferimenti nei durissimi allenamenti che fai, possa avere temprato ulteriormente il tuo atteggiamento senza particolari timori quando affronti le gare?
"Non lo escludo. Sono in ogni caso sempre stato un agonista e negli anni questo mio carattere ha preso sempre più il sopravvento. Dentro e fuori dal campo voglio vincere, e quando non ci riesco, lo accetto solo se ho fatto tutto il possibile per riuscirci."
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C'è un crono nella tua testa per cui firmeresti nel tuo futuro, o ritieni che non vorrai mai porti un vero limite?
"Dove firmo per il mio 42”67? Per quanto stiano provando a indottrinarci che i limiti sono solo mentali, tutti abbiamo dei limiti fisiologici, semplicemente non siamo in grado di quantificarli. Ho visto già delle evoluzioni importanti nella mia velocità di base l’anno scorso, sono diventato un discreto velocista, ma sento di poter migliorare ancora molto, salvo problemi fisici. Per il numero citato sopra firmo (il record del mondo è 43"03 n.d.r.), ma per il resto voglio scoprire da solo fin dove posso arrivare."
A livello agonistico quali ritieni sia il tuo miglior pregio e quale il difetto che, se eliminato, ti farebbe progredire ancora di più?
"La voglia di vincere e la mia innata competitività sono sicuramente il mio miglior pregio, d’altro canto il mio difetto è che ho paura a integrare la mia dieta con molti supplementi. Sono ossessionato dall'ipotesi di possibili contaminazioni per via dell’antidoping e prendo giusto un paio di prodotti dalle marche più affidabili, ma più mi guardo intorno, e più vedo che i miei avversari prendono circa 3/4 volte le mie quantità di pillole nell’arco della giornata, tra vitamine, amminoacidi, bicarbonato e altro."
Quale è la tua più grande passione?
"La finanza. Non potendo praticare altri sport per il rischio di infortuni, ho trovato la mia pace negli investimenti e nel mondo imprenditoriale. Ho grandi progetti per il futuro e qualcuno di questi sta già prendendo vita. Sono consapevole che più lavoro in maniera intelligente oggi, e più potrò dedicare la mia pensione agonistica alle passioni che per il momento devo lasciare in stand-by."
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