ATLETICA

Kelly Doualla vola ai Mondiali under 20 e il tecnico Monti racconta la svolta

La 16enne velocista azzurra è partita per Eugene. Intervista esclusiva al suo tecnico Monti che ripercorre il percorso per portarla ai massimi livelli, e indica gli obiettivi della spedizione

di Ferdinando Savarese
© Grana/Fidal

© Grana/Fidal

Kelly Doualla è partita oggi dall'aeroporto di Roma Fiumicino alla volta di Eugene in Oregon, con scalo a Denver, dove dal 5 al 9 agosto sarà protagonista nei Campionati del Mondo Under 20, con la giovanissima velocista azzurra che arriva all'appuntamento iridato dopo il titolo europeo conquistato sui 100 metri a Rieti, e con la consapevolezza di poter recitare un ruolo da protagonista anche sul prestigioso palcoscenico dell'Hayward Field, lo stadio simbolo dell'atletica mondiale, la cui pista è considerata da molti la più veloce del pianeta.

Dietro la grande perfomance dell'oro continentale con il suo nuovo record europeo under 18 di 11"14 sui 100 metri, c'è però un percorso ben più profondo di quello raccontato dai cronometri, in quanto dopo un avvio di stagione complicato e non all'altezza delle attese, Kelly ha ritrovato serenità e fiducia, tornando a esprimere il suo enorme talento nel momento più importante dell'anno.

A spiegare come sia maturata questa crescita è il suo allenatore Walter Monti che ripercorre il lavoro svolto negli ultimi mesi, svela i passaggi chiave del recupero mentale della sua atleta e fissa gli obiettivi con cui affronterà la rassegna iridata statunitense.

© Grana/Fidal

Walter, a Rieti Kelly è apparsa in condizioni strepitose, dopo un inizio di stagione in cui sembrava non riuscire a esprimere totalmente il suo talento. Puoi spiegare i motivi?

"Kelly ha solo 16 anni, compiuti ne novembre scorso, e certamente la grande vittoria degli Europei under 20 di Tampere 2025, ha amplificato l'attenzione mediatica già molte forte nei suoi confronti, iniziando a crearle una serie di preoccupazioni che non le hanno consentito all'inizio della stagione di esprimersi al meglio. Era come se gareggiasse con uno zainetto sulle spalle che pesava tantissimo e quindi, il grande lavoro che abbiamo fatto sia io che il suo fisioterapista Marco Tabone, è stato quello di liberarla gradualmente da una serie di demoni che la tormentavano, e farle tornare il sorriso per andare suoi blocchi di nuovo serena. Fortunatamente siamo riusciti in questo nel momento giusto e questa è stata la nostra grande vittoria."

Dopo il successo degli Europei under 18 Kelly ha in dichiarato come il contesto di Rieti sia stato per lei ideale. Pensi che la sua grande prestazione le abbia dato anche la necessaria tranquillità per Eugene?

"Anche se qualcuno pensa che Kelly sia già pronta per i grandi campionati internazionali assoluti, credo che lei per adesso si trovi perfettamente a suo agio nelle competizioni giovanili, come è giusto che sia in quanto ha solo 16 anni, e che questo ambito debba essere ancora per un po' il suo terreno di caccia, dove di fatto ha ottenuto i suoi tre migliori crono, ricordando oltre quello di Rieti, l'Eyof e gli Europei juniores dell'anno scorso. Sono certo quindi che a Eugene possa esprimersi molto bene perché quello è il suo ambiente, pur se con atlete leggermente più grandi di lei."

È inevitabile che ci siano delle grandi aspettative per i mondiali juniores. Quale è il tuo personale obiettivo e credi abbia margine per migliorare ancora sulla velocissima pista dell'Hayward Field?

"Kelly è iscritta con il settimo tempo per cui è chiaro che non vogliamo nasconderci, è il suo contesto naturale e per la condizione che ha può certamente puntare a raggiungere la finale che rappresenta il nostro obiettivo primario. Poi nell'atto conclusivo però, se si qualificherà ritengo tutto possibile perché ci saranno varie atlete separate da personali di pochi centesimi, e a quel punto conterà molto anche l'aspetto mentale del sapere affrontare la gara con la giusta determinazione."

Nella stagione all'aperto si è vista Kelly gareggiare anche 4 volte sui 200 metri. Quale è stata la ragione di tale scelta?

"L'obiettivo primario è stato di tipo propedeutico, al fine di esorcizzare nella sua mente questa distanza che è quella nella quale nell'inverno del 2025, durante una staffetta indoor, si è infortunata in maniera importante, rimanendo poi ferma per oltre due mesi. Un modo quindi per liberare la sua mente da una delle varie ansie che aveva, ma al tempo stesso devo dire che è stata bravissima perché, dopo le prime due esperienze in cui ha portato il suo personale a un buon 23"60, si è messa anche in gioco negli italiani under 20 dove sapeva di non poter vincere su quella distanza, e il suo secondo posto è stato molto positivo sempre in un contesto di crescita mentale e di rafforzamento della sua fiducia personale. Naturalmente correre nei 200 metri ha anche migliorato la sua fase lanciata, e anche questo è stato importantissimo per poter poi fare ancora meglio sui 100."

Compatibilmente con i suoi impegni nella gara individuale, con una prima giornata già cruciale per via delle batterie e delle semifinali dei 100, ritieni potrebbe gareggiare anche in entrambe le staffette veloci?

"Kelly ha dato la sua disponibilità per tutte le staffette e certamente ha la condizione per esprimersi al meglio in ogni gara che farà, compatibilmente con i giusti tempi di recupero, per cui andrà valutata la situazione per la mista in funzione di quanto accadrà nella gara individuale. Certamente posso dire però che farà batterie e auspicabile finale della 4x100 di genere, ricordando come la formazione sarà composta per tre quarti dalle ragazze che l'anno scorso a Tampere hanno conquistato il titolo europeo under 20."

Seguirai Kelly a Eugene?

"Pur essendo stato invitato dalla Federazione ho dovuto fare una scelta, sia pur a malincuore, e non me la sono sentita di lasciare la mia famiglia per altri 11 giorni, dopo essere stato una settimana circa a Rieti. Oggi quindi Kelly sarà in volo per gli States e io partirò per le vacanze con mia moglie e i miei due figli piccoli, ma sono certo che i tecnici della nazionale le sapranno dare tutto il supporto possibile, oltre naturalmente il contesto giovanile internazionale dove si integrerà al meglio."

© Grana/Fidal