Un'ora di buona Inter, ben messa in campo con i suoi "quasi" titolari (almeno quelli che sono a disposizione attualmente), qualche giocatore già vicino alla forma-campionato, qualche esperimento che sta dando i suoi frutti. Poi mezz'ora di grande sofferenza quando in campo c'erano da una parte i giovani scatenati del Manchester City, dall'altra un misto tra i veterani nerazzurri un po' sovraccarichi di lavoro e i giovani ancora alla ricerca di una loro collocazione. Però il risultato nei 90 minuti, l'1-1 determinato dai gol di Mubama e Pavard, può essere considerato qualcosa di positivo insieme alle indicazioni emerse. Avere vinto ai rigori poi è un'ulteriore iniezione di fiducia, soprattutto per i giovani Mosconi e Lavelli che hanno avuto la soddisfazione di segnare a Donnarumma.
C'è un reparto dal quale Chivu sta ricevendo quasi solo risposte soddisfacenti ed è il centrocampo. Stankovic è sempre più convincente ed è difficile immaginarlo fuori dalla squadra titolare quando si farà sul serio. E non è facile capire per quale motivo l'Inter abbia avuto fino a qualche settimana fa dei dubbi sul suo futuro. D'accordo la potenziale plusvalenza, ma un club come quello nerazzurro ha il dovere di non lasciarsi sfuggire i talenti di questa portata. Il figlio d'arte sa fare di tutto: cambi di gioco, passaggi filtranti, palloni recuperati a tutte le latitudini del campo. Accanto a lui, il motore di Barella sta raggiungendo il gusto numero di giri e la fascia al braccio gli dà sempre quel qualcosa in più. Mkhitaryan è andato un po' meglio rispetto alle uscite precedenti, ha partecipato di più al gioco, ha messo la sua saggezza al servizio della squadra. Non è un caso se Stankovic è stato uno dei pochi titolari a rimanere in campo all'inizio del secondo tempo (un'ora esatta in campo per lui), affiancato però da Zielinski e da un Frattesi non del tutto concentrato, tanto da mangiarsi una conclusione semplice proprio all'inizio del secondo tempo. Un errore non da Frattesi, così come il rigore sbagliato alla fine.
Sulla fascia sinistra, l'allenatore dell'Inter può stare tranquillo. Dimarco sta già carburando, ha iniziato la stagione come aveva concluso quella precedente. Le motivazioni sono quelle giuste, le sue soluzioni hanno sempre dato buoni frutti, soprattutto il doppio cross dal quale è scaturito il gol dell'1-1 di Pavard. Un'analisi più approfondita merita la fascia destra. La "pazza idea" dell'impiego di Diouf in quel ruolo si sta rivelando sempre meno pazza e sempre più idea, con qualche punto da focalizzare. La fase difensiva, soprattutto. Il francese non ce l'ha nel dna e tende a farsi sorprendere troppo spesso alle spalle. In occasione dell'1-0 per il City, Semenyo è penetrato troppo facilmente dalla parte dove agivano Diouf e Pavard. Però quando il francese parte con il pallone tra i piedi, è un piacere vederlo avanzare tra falcate potenti e doppi passi. Certe differenze si sono notate nella ripresa, quando a destra c'era Luis Enrique con la sua solita timidezza congenita e a sinistra Carlos Augusto, un po' stanco per il primo tempo intenso e un po' disabituato ad agire a tutta fascia. Anche in questa amichevole, come già contro il Karlsruhe, è giusto sottolineare la prestazione del giovane Marello sulla fascia sinistra (è entrato al posto di Carlos Augusto). Un ragazzo di personalità e con doti tecniche già sviluppate.
Sull'attacco il giudizio va rimandato, di parecchio. Il ritorno di Lautaro, Thuram e Bonny porterà sicuramente linfa vitale a un reparto che si appoggia totalmente alle virtù donchisciottesche di Pio Esposito. Quasi sempre solo contro tutta una difesa, ha lottato con il solito coraggio e la solita volontà, ma la sua è una vita parecchio complicata. Il suo teorico scudiero, il giovane Idrissou, per ora sta vivendo una bella esperienza di vita al fianco di colleghi più esperti e più affermati. In campo incide pochino. Un po' più intraprendente l'altro giovane Mosconi, subito al tiro (al volo) con grande coraggio. Poi però è sparito anche lui.
La difesa come l'ha schierata Chivu nel primo tempo (Pavard-Bisseck-Carlos Augusto) è ancora allo stato embrionale, in attesa di Stones e probabilmente di Romero. Ha avuto qualche sbandamento all'inizio, è apparsa totalmente immobile sul gol dell'1-0 segnato da Mubama, poi si è un po' assestata. Bisseck centrale è una vecchia idea che torna di moda, ma il tedesco continua a sembrare più adatto a giocare sul centro-destra. Pavard ha responsabilità sul gol dell'1-0 di Mubama, ma poi si è fatto perdonare realizzando l'1-1 con una bella incursione in area avversaria. Nel secondo tempo è entrato Bastoni sul centro-sinistra. L'Inter ha sofferto molto di più, ma non certo per colpa sua, visto che la squadra a metà ripresa era ormai totalmente rivoluzionata. Soprattutto McAidoo, classe 2008, ha fatto impazzire la difesa nerazzurra con una serie interminabile di dribbling e finte. In porta ha giocato una buona ora Josep Martinez, poi ha debuttato Provedel. Bene anche il nuovo arrivato, sottoposto a un vero bombardamento da parte degli inglesi e protagonista alla fine con un rigore parato.