La frase da dire in queste circostanze è sempre la stessa, da secoli: il calcio d'agosto non conta nulla. Non valgono i risultati, utili, come ha detto spesso Marcello Lippi, "a rasserenare qualche bagno dei tifosi". Tutto vero, tutto logico. Però quello che succede in campo ha una valenza diversa. Conta l'atteggiamento di una squadra, conta la capacità di gestire le situazioni. In questo senso, non ci siamo. Errori tecnici gravi, collegamenti zoppicanti, equilibri mancanti. C'è tanto da fare in questa Roma, c'è da reimpostare un lavoro, una salita che forse Gasperini non pensava di dovere affrontare.
Una Roma irriconoscibile, nonostante la presenza in campo di molti potenziali titolari. Distrazioni continue, difficoltà di collegamento tra reparti, errori individuali a ripetizione. Un gol preso subito, con una dormita collettiva della difesa, un rinvio comico di Rensch finito in porta dopo essere rimbalzato sul ginocchio di Ashford. Mezz'ora di totale narcotizzazione, mai una ripartenza, mai un'idea di gioco proponibile. Castro mai servito dalle parti dell'area avversaria. Determinante la differenza di aggressività in ogni settore del campo, con i gallesi sempre primi sul pallone. D'accordo che questa è una caratteristica peculiare delle squadre di Championship (la Serie B inglese), ma la Roma, anche concedendole l'attenuante del lavoro svolto in questo precampionato, deve affrontare la Champions League.
Dopo mezz'ora, i giallorossi erano in un tunnel senza uscita. Hanno preso il gol del 2-0 con un errore clamoroso. Sbagliatissimo il retropassaggio di Wesley (che non ha ancora superato l'infortunio di giugno e forse nemmeno lo shock dell'esclusione dal Mondiale), poco convinta la risposta di Svilar, con goffo tentativo di rinvio finito addosso a Salech e poi in porta. Nel frattempo, Gasperini si è trovato costretto a sostituire l'unico centrocampista di ruolo che aveva da affiancare a Cristante: il diciannovenne Bah, senza alcun contrasto, nel tentativo di agganciare un pallone si è infortunato al ginocchio destro. Problema serio, vista l'uscita dal campo in barella e in lacrime. In panchina c'era El Aynaoui, ma è troppo presto per buttarlo dentro, essendo reduce dal Mondiale. Quindi spazio a un altro giovane, Mannini.
Il moto d'orgoglio dei giallorossi è durato una manciata di minuti sullo 0-2. Il tempo di guadagnare un rigore con Wesley (lanciato da una verticalizzazione visionaria di Paulo Dybala), ma anche il tempo di sbagliarlo nella maniera più devastante possibile, una specie di passaggio al portiere da parte dello stesso Dybala. Uno straccio buttato lì. In quella manciata di minuti anche un diagonale di Soulè parato dal portiere gallese e un colpo di testa d Cristante (assist di Dybala), fuori di poco. Ecco, se non avesse sbagliato il rigore in quel modo così fastidioso, Dybala sarebbe l'unica vera nota totalmente lieta di un pomeriggio da incubo, perché ha dimostrato di essere in buone condizioni fisiche e anche ispirato dal punto di vista tecnico. Però un rigore non si può tirare così nemmeno in amichevole, soprattutto quando gli altri fanno sul serio e chiudono il primo tempo in vantaggio per 3-0 con un altro gol di Ashford e un'altra dormita della difesa romanista. Anche perché nel secondo tempo l'argentino ha segnato il gol del 3-1 su un assist del suo delfino Soulé. Avesse segnato dal dischetto, Dybala sarebbe stato da 7,5 mentre così si deve accontentare di un virtuale 7 in pagella. Trovare altre sufficienze è complicato, forse un 6 meno per Soulé. Nettamente insufficiente tutta la difesa (Svilar compreso), addormentata anche sul gol del 4-1 arrivato poco dopo l'ora di gioco.
Negli ultimi venticinque minuti, Gasperini ha messo in campo Malen, inaugurando una staffetta con Castro che potrebbe diventare una costante della stagione. Al Mondale, l'olandese ha dimostrato di essersi disabituato al ruolo di attaccante esterno, quindi è difficile pensare a una convivenza con l'argentino. Ma questo sarà un problema successivo. L'allenatore della Roma ha altre priorità da affrontare, a partire dalla fase difensiva (aveva preso tre gol anche dal Cannes), passando per lo sviluppo del gioco sulle fasce, al momento deficitario. Con la speranza che Dybala possa fare sempre settanta minuti così, magari lasciando i rigori a Malen.