È un lavoro lungo e complicato quello che Fabio Grosso deve affrontare per (ri)costruire questa nuova Fiorentina, ma intanto si prende e mette da parte questa buona prestazione contro il Real, risultato di parità compreso. Tra i viola, non solo ci sono solo molti giocatori nuovi da inserire, c'è anche da recuperare un'autostima generale che la passata stagione ha messo pesantemente in discussione. Alcuni giocatori, come Gudmundsson e Ranieri, per esempio, devono ritrovare la migliore versione di sé stessi perché comunque c'è bisogno di loro, una versione che contro il Real Madrid non si è vista. Con un particolare da ricordare: la squadra di Mourinho era composta in buona parte da ragazzi delle giovanili, a partire dalla coppia di difensori centrali diciottenni.
Sarebbe facile pensare a una difesa in difficoltà e in parte è un'interpretazione corretta, ma Grosso deve mettere le mani soprattutto sul centrocampo, che è anche il reparto più modificato rispetto alla passata stagione. I segnali positivi arrivano da Inao Oulai, che sbuca praticamente dappertutto ed è quasi sempre il primo ad arrivare sul pallone. Il suo limite è forse un eccesso di frenesia, ma questo è il suo modo di giocare, mentre il ruolo di ragioniere dovrebbe spettare a Mandragora, che appare un po' in ritardo di condizione come anche Ndour. Chi ha più bisogno di essere indottrinato è Atta, investimento importante della società viola. Tutti conoscono le sue qualità, espresse con la maglia dell'Udinese. In questa occasione però ha quasi sempre tentato delle azioni personali uno contro tutti che non hanno portato da nessuna parte. Un altro segnale del lavoro da fare sul centrocampo è la genesi del gol del 2-1 segnato da Piccoli alla prima conclusione della Fiorentina (41' del primo tempo): l'assist è arrivato da un difensore, Jimenez, non da un centrocampista. Non che questo sminuisca il valore del gol, però spiega alcuni concetti.
Alla difesa manca (oltre a una protezione più continua da parte del centrocampo) anche qualche automatismo. Ma tre dei quattro titolari schierati da Grosso sono nuovi. Normale che ci sia qualche frattura nel reparto. C'è qualche colpa di Ranieri sul gol di Endrick, troppo attendista il difensore viola. Attribuibile invece al reparto in generale il 2-0 di Ciria, ragazzo davvero interessante. Dragusin tra i due centrali sembra il più in forma, al punto da tentare qualche sortita offensiva. Da rivedere Viery sulla sinistra, ma bisogna considerare che si trovava sotto minaccia di due treni a vapore come Alexander-Arnold e Dumfries. Compito ingrato.
Il gol segnato alla fine del primo tempo ha rappresentato un'iniezione di fiducia per Piccoli, che all'inizio della ripresa è stato il grande protagonista del momento migliore della Fiorentina, con un paio di occasioni davvero interessanti costruite su sua ispirazione. Poi al suo posto è entrato Kean che si è presentato con due fiammate accecanti. Prima uno strappo fermato con un fallo da ammonizione, poi con il gol del 2-2 su assist di Fagioli, altro giocatore appena entrato.
La differenza tra questo Real Madrid e questa Fiorentina sta proprio in questo quarto d'ora iniziale della ripresa, dominato dai viola. Mourinho aveva a disposizione pochi titolari e molti ragazzi delle giovanili, Grosso invece dopo un'ora scarsa di gioco si è potuto permettere di mandare in campo due nazionali italiani come Kean e Fagioli più un potenziale titolare come Dodò. Un Kean così potrebbe essere utile, ma come noto potrebbe andarsene nei prossimi giorni, destinazione Como. Chissà che segnali sono quelli che ha lanciato nei primi minuti contro il Real. Forse ha voluto far capire di essere degno di giocare in Champions. Bene tra i viola anche i ragazzi entrati alla fine, Fortini e Valdepenas. In sintesi, un tempo quasi intero di solo Real, poi parecchia Fiorentina. Con la prospettiva di vederne ancora di più.