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L'Italia di Buffon: "Avrei scelto Conte o Baldini. Riforme? Non fregano a nessuno, contano solo i risultati"

Gianluigi Buffon si racconta: dal no a Maldini-Leonardo fino alla posizione sul neo-ct Mancini e al futuro del calcio italiano

Nella nuova Italia targata Malagò-Mancini non ci sarà Gianluigi Buffon, che pure è stato vicino a tornare a vestire l'azzurro dopo le dimissioni post-Bosnia: "Maldini e Leonardo mi avevano proposto un ruolo da coordinamento tra la Nazionale A e le Under, ho vacillato ma ho bisogno di ricaricarmi e pensare alla mia famiglia". E allora l'ex capo-delegazione "dà i voti" alla ripartenza azzurra: "Mancini scelta tecnicamente giusta ma è vero che l'addio per l'Arabia resta, d'altronde io solo per il senso di appartenenza alla Juve ero sceso in Serie B tagliandomi lo stipendio. Avevo detto no a Mancini per il dopo-Spalletti? In quel momento Gattuso era il meglio sul mercato per motivare una squadra abbattuta, e comunque l'ultima parola non era di certo la mia".

Nelle parole a La Gazzetta dello Sport si percepisce che, comunque, il Mancio non convince del tutto Buffon: "Cosa avrei fatto io da dt? L'obiettivo principale è quello di qualificarsi al prossimo Mondiale, su questa base avrei scelto Conte e, in caso di no, Baldini. Guardiola? Il suo nome avrebbe dato una spinta di cui abbiamo bisogno ma neppure con lui avremmo avuto la certezza di risultati, fare il ct è un'altra cosa".

L'ex portiere e capitano della Juventus vede tanti ostacoli sulla via della rivoluzione e delle riforme: "Sento da anni tante parole ma nessuna che si trasforma in progetto sostenibile. Il problema vero è un altro: non importa a nessuno, tutti - tifosi compresi - pensano solo al risultato. Una volta, che eravamo il campionato di riferimento ed eravamo pieni di campioni, poteva essere comprensibile ma oggi che siamo un campionato di passaggio è inaccettabile che non ci sia spazio per i giovani".

Infine, scatto di orgoglio: "Non siamo scarsi, abbiamo giocatori bravi anche in Premier League. Ma il calcio è cambiato: 'siamo l'Italia' è una bella frase ma gli altri sono ormai al nostro livello o anche più bravi. La Norvegia in Europa è quarta dopo Spagna, Francia e Inghilterra. Se l'avessero avuta altri nel gruppo di qualificazione se ne sarebbero accorti...".