Lo scontro

Caos Fifa, Infantino in bilico: dimissioni o mozione di sfiducia in vista, ecco tutte le possibilità

Il presidente della federazione internazionale fa i conti con un clamoroso crollo di popolarità a causa della questione private equity founds

La posizione di Gianni Infantino come presidente della Fifa è clamorosamente in bilico: dopo i durissimi comunicati arrivati nella giornata di ieri da parte della Uefa e della Dfb in merito all'ipotesi di far entrare fondi private equity all'interno dell'azionariato della federazione internazionale, ora all'orizzonte per lui si prospettano solo due strade. Una è quella più semplice, meno traumatica, cioè le dimissioni. L'altra sarebbe quella da vera e propria guerra armata, cioè la mozione di sfiducia, e si tratterebbe del primo presidente della storia Fifa a essere sfiduciato. 

Come funziona la mozione di sfiducia -

 Il Consiglio della Fifa, formato da 37 membri, deve indire un Congresso straordinario in caso prevenisse richiesta scritta da parte di un quinto delle federazioni affiliate. Le federazioni affiliate sono 211, a conti fatti basterebbe quindi per la convocazione del Congresso la sola Uefa, che conta 55 membri al proprio interno. In seguito, una volta presentata la mozione di sfiducia, questa deve essere approvata con la maggioranza semplice dei voti, quindi 106 voti. Anche qui, i numeri non arridono minimamente a Infantino: Uefa, Afc e Concacaf insieme contano 143 voti, numero ben superiore al minimo necessario. Si parla specificatamente di queste tre confederazioni perché sono quelle che hanno espresso tramite comunicato un distacco totale rispetto alla proposta di Infantino sull'ingresso di capitali privati nella Fifa. 

Le future elezioni -

 Nel 2027, poi, sono previste le elezioni del presidente della Fifa: prima del caos dei giorni scorsi la rielezione di Infantino era una questione scontata, per il suo terzo mandato. Talmente scontata che non c'era neanche un avversario pronto a candidarsi in sua opposizione. Alla luce di quanto sta emergendo però, non è detto che al momento in cui le singole federazioni andranno alle urne la situazione sia uguale: Aleksander Ceferin, presidente della Uefa e nemico giurato del presidente Fifa in carica, starebbe valutando di candidarsi. Alla stessa maniera dagli ambienti sta emergendo la figura di Arsene Wenger, che al momento è Capo dello sviluppo globale del calcio della Fifa. Wenger è un alleato di Infantino, è stato posto nella sua posizione dallo stesso presidente e sarebbe quindi un segno di continuità con l'attuale linea. L'altro grande nome è quello di Victor Montagliani, presidente della Concacaf in carica. Gli eventuali sfidanti di Infantino potranno presentare le proprie candidature fino al 16 novembre 2026, le elezioni invece ci saranno nell'aprile 2027.