
Issa Doumbia, da Treviglio a Lisbona con furore: prossima fermata, la maglia Azzurra
Il centrocampista ex Venezia sta giocando un precampionato magico con i Leões, Mancini prende appunti

Movenze agili montate su un fisico spaventoso da 187 centimetri per almeno 80 chili, dribbling secco, tiro in porta, recupero palla e assist: è Paul Pogba? No, è Issa Doumbia. Lo Sporting Lisbona ha messo venti milioni in mano al Venezia all'istante dopo averlo visionato, conscio di trovarsi davanti un giocatore potenzialmente esagerato. E nelle prime uscite il classe 2003 ha già iniziato a sciorinare pallone: due gol e un assist, giocate di qualità, mai una singola volta la gamba tirata indietro sui contrasti. Sapete quale è la cosa più bella? Issa è italiano. Italianissimo. E nel suo destino, tra poche settimane, dovrà esserci solo una maglia: quella dell'Italia, perché rinunciare a un giocatore avrebbe del delittuoso.
Le caratteristiche -
Doumbia è quello che in Premier League verrebbe definito box-to-box player: un calciatore abile in tutto ciò che riguarda la doppia fase di gioco, capace di supportare la fase difensiva con tackle precisi e ribaltare il fronte grazie a una ottima progressione palla al piede per fornire assist o inserirsi in zona gol per raccogliere i servizi dei compagni. Piede destro naturale, eccelle nel controllo di palla e nel dribbling secco con cui lascia spesso e volentieri sul posto i difensori. Inoltre, è dotato di gambe molto lunghe con cui riesce a rubare il tempo e anticipare le intenzioni avversarie. In apertura l'abbiamo paragonato a Pogba: è un confronto assolutamente esagerato al momento, visto che il francese era un vero e proprio prodigio tecnico come quasi mai se ne sono visto, ma l'archetipo del giocatore è quello. In Serie B con il Venezia Doumbia ha messo giù 37 presenze, 8 gol e 6 assist più 2 gol in Coppa Italia. Numeri notevoli per un centrocampista per altro ancora giovane e con grandi margini di crescita.
Chi è Issa Doumbia -
Nato a Treviglio in provincia di Bergamo il 16 ottobre 2003 da genitori ivoriani, è uno dei tantissimi frutti calcistici di qualità sbocciati in questa terra anche grazie all'influenza dell'Atalanta. Lui, però, nella Dea non ha mai giocato: è cresciuto nell'Albinoleffe, poi ha passato qualche anno nella storica Virtus CiseranoBergamo, prima di spiccare il volo definitivo con l'esordio nei professionisti nel 2021. Di lì in poi, un salendo inarrestabile fino a conquistare i Leões al primo sguardo. Fondamentale, nella sua crescita, è stato il General manager e ds del Venezia Filippo Antonelli che non ha esitato nemmeno un istante a mettere sul piatto un milione di euro per comprarlo dall'Albinoleffe, venendo, parole sue, "preso per un pazzo". Alla luce dei venti milioni incassati dai lagunari per Doumbia, non c'è bisogno di precisare chi fosse il pazzo e chi il dirigente competente e lungimirante. Il suo agente, Cheikh Fall, ha rilasciato qualche mese fa delle dichiarazioni sul ragazzo a Tuttomercatoweb, ponendo l'accento sulla sua cultura del lavoro: "Issa è bergamasco, ha quella cultura del lavoro, quella serietà. Mette dedizione e rispetto in tutto ciò che fa, perché vuole diventare il migliore giocatore italiano del suo ruolo". Non sorprende leggere queste parole, perché Doumbia è figlio di lavoratori infaticabili, con il padre e la madre che hanno fatto sempre il massimo possibile per consentirgli di inseguire il suo sogno. Proprio a loro, dopo la promozione in Serie A, ha dedicato il primo pensiero: "Tutto quello che sto facendo è per i miei genitori. A loro devo tutto. Quando ero piccolo mi prendevano a scuola e mi portavano direttamente al campo. Per loro non era semplice visto che magari dovevano saltare delle ore di lavoro per occuparsi di me. La mia famiglia non stava bene economicamente, facevamo fatica ma i miei genitori mi hanno sempre fatto avere quello che volevo, senza farmi mai mancare niente".
Azzurro, presto! -
Doumbia non ha fatto parte della nidiata di giovani rampanti portati in nazionale da Silvio Baldini a giugno per due amichevoli, e la scelta ha fatto alzare più di un sopracciglio compreso quello dello stesso giocatore, che ci è rimasto molto male per la mancata chiamata visto che era reduce da una stagione eccezionale. Per questo il suo agente ha anche lanciato un monito alla Nazionale azzurra: "La Costa D'Avorio ci chiama ogni settimana, e se Issa avesse accettato lo avrebbe portato al Mondiale ma lui vuole giocare solo e soltanto con l'Italia". Come a dire, fate presto. Roberto Mancini, che di calciatori e di giovani talenti capisce molto, lo ha già messo nel mirino per settembre quando dovrà necessariamente iniziare un nuovo ciclo fatto di freschezza, personalità e talento, spurgando l'Azzurro dalle scorie di un decennio terrificante. L'appuntamento è cerchiato in rosso: il 25 settembre l'Italia scenderà in campo contro il Belgio in Nations League, e per guadagnarsi un futuro roseo potrà fare affidamento sulle spalle larghissime di un giovanotto bergamasco che parla poco fuori dal campo e dimostra tanto, anzi tutto, dentro.