ATLETICA

Dezza verso gli Europei di Birmingham senza timori e con nuove ambizioni

Intervista esclusiva al campione italiano dei 200 metri, nome nuovo della velocità italiana, in procinto di affrontare la sua prima grande esperienza internazionale

di Ferdinando Savarese
© Grana/Fidal

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Filippo Dezza è stato la grande sorpresa dei Campionati Italiani Assoluti disputati a Firenze, vincendo contro ogni pronostico il suo primo titolo italiano assoluto, dopo aver superato nella finale dei 200 metri con il proprio nuovo personale di 20"48 il favoritissimo Fausto Desalu, e garantendosi grazie a tale successo la convocazione per i Campionati Europei di Birmingham, dove sarà impegnato sia nella gara individuale sul mezzo giro di pista che nelle staffette veloci, 4x100 di genere e mista.

Quella del 20enne atleta bergamasco è una storia decisamente fuori dagli schemi, poiché pratica l'atletica da appena due anni, un percorso brevissimo rispetto a tanti altri, ma sotto la guida del tecnico Alberto Barbera ha bruciato le tappe con una crescita costante e impressionante, trasformandosi in pochi mesi da atleta emergente a protagonista assoluto della scena nazionale.

Il titolo conquistato a Firenze rappresenta solo il primo capitolo di una carriera che sembra avere margini di crescita ancora enormi, e la prossima esperienza nella principale manifestazione europea sarà l'occasione per confrontarsi subito con l'élite continentale, oltre che quella di dare se scelto dallo staff tecnico, un contributo attivo a una delle due staffette veloci, ricordando come la finale della 4x100 mista sia casualmente il 16 agosto, giorno del suo 21esimo compleanno.

Lo abbiamo intervistato per ripercorrere il cammino che lo ha portato al tricolore, le emozioni della vittoria, il rapporto con il suo allenatore e le aspettative in vista del debutto in una grande manifestazione internazionale.

© Grana/Fidal

Filippo, sei stato certamente la più grande sorpresa degli Assoluti di Firenze, vincendo il tuo primo titolo italiano, addirittura davanti al favoritissimo Fausto Desalu. Avresti mai immaginato?

"Sicuramente no, ovviamente per la presenza di Fausto, ma sapevo di stare bene e io e il mio allenatore Alberto Barbera eravamo convinti che avrei potuto migliorare il personale di 20"62, realizzato in batteria agli italiani under 23 di due settimane prima. Poi fino a che punto e che avrei addirittura vinto è stata una splendida emozione che mi ha reso molto felice."

Una grandissima soddisfazione che, oltre alla maglia tricolore, ti ha regalato pure la qualificazione tramite ranking ai Campionati europei di Birmingham, oltre che la tua prima convocazione a un raduno delle staffette veloci. Come ti senti di fronte a così tante novità in pochissimi giorni.

"Mi sento in effetti abbastanza strano, mi sono ritrovato in una situazione inimmaginabile sono sino a pochissimo tempo fa, e adesso sono a Roma in raduno insieme a tanti grandi campioni, tra cui su tutti Jacobs che sino a pochissimo tempo fa vedevo solamente in televisione. Sono felice e un po' frastornato, non posso negarlo."

La tua storia è il perfetto spot promozionale per l'atletica, nel senso che dimostra come si possano ottenere grandissimi risultati anche non iniziando da giovanissimi. Cosa ti ha portato alla velocità solamente due anni fa?

"Io sono di Brembate Sopra e sino a quando ho frequentato il liceo, ho giocato a calcio per poi smettere dopo la maturità per motivi personali. In quel momento aveva 18 anni e non sapevo bene cosa fare, anche se giocando a pallone sulla fascia, molti miei allenatori mi avevano consigliato di provare con l'atletica dicendomi che ero più adatto, ma io non ero convinto di voler provare. Dalla fine del 2023 ai primi mesi del 2024 sono quindi andato in palestra per tenermi in forma ma mi annoiavo tantissimo, e allora ho cominciato nella primavera a frequentare la pista di Dalmine dove c'è l'Università che frequento, per poi trasferirmi quasi subito al Centro Sportivo di Bergamo che è il mio attuale luogo di allenamento."

Quella di Birmingham sarà la tua prima esperienza agonistica internazionale?

"Si, anche se In realtà nel 2025 ero stato convocato per i campionati europei under 23 di Bergen nell'ambito della staffetta, partecipando quindi alla trasferta ma come riserva e non ho gareggiato."

Siccome l'appetito viene mangiando, adesso che ti sei qualificato per gli Europei, pensi di poter progredire ancora nell'occasione?

"Cercherò ovviamente di dare il massimo delle mie potenzialità, perché se cosi fosse potrei cercare di andare più avanti possibile. Sinceramente posso dire che ho un obiettivo cronometrico nella testa e non ho alcun timore nel dirlo, nel senso che se poi non lo dovessi raggiungere ci riproverò l'anno prossimo. Vorrei migliorare il 20"28 di Filippo Tortu di miglior prestazione italiana di sempre under 23."

Se dovessi essere schierato in una staffetta c'è una frazione per la quale ti senti più portato?

"In realtà ho veramente pochissima esperienza nell'ambito delle staffette, avendone corse solamente due, una 4x100 l'anno scorso e una 4x400 quest'anno nell'ambito dei campionati societari. Per me è un ambito tutto da scoprire e sono totalmente a disposizione, auspicando di poter fornire un contributo positivo laddove fosse necessario."

Hai dimostrato di avere enormi potenzialità nel mezzo giro di pista, ma pure nei 100 metri dove forse non riesci ancora a sfruttare al meglio la partenza. In futuro ti vedi anche proiettato sui 400 oppure pensi di rimanere nell'ambito della velocità pura? 

"Sinceramente preferirei rimanere sulla velocità pura, quindi 100 e 200, ma già il mio allenatore ha iniziato a mettermi la pulce nell’orecchio per il giro di pista e quindi non so in futuro cosa potrà succedere."

Prima di Firenze quale era il tuo sogno agonistico più grande e, se è cambiato, quale è adesso?

"Non ho mai avuto sogni legato agli sport, in realtà, avevo solo delle idee future che mi sarebbe piaciuto portare a termine e che sono cambiate con l’inizio dell’atletica. Adesso preferisco parlare di obiettivi e tra questi il primo è certamente quello di partecipare alle Olimpiadi del 2028 a Los Angeles, ma per poterci riuscire devo poter emergere sempre di più, come hanno fatto negli ultimi anni i nostri due maggiori specialisti dei 200 metri, quali Desalu e Tortu."

© Grana/Fidal