L'ANALISI

Difesa imbattuta, squillo Zhegrova ed è arrivato Yildiz: i segnali da Chelsea-Juve

Estate top fin qui per Spalletti: 0 sconfitte e 0 gol subiti, nonostante l'attesa per portiere e difensore dal mercato. Contro i Blues deludono però Milik e David 

di Paolo Borella

Tolti gli ideogrammi e i numeri quasi invisibili sulla schiena dei giocatori, la maglia rosa che la Juventus ha indossato nell'amichevole contro il Chelsea ha ricordato tempi gloriosi ai tifosi bianconeri. Non solo gli anni post fondazione e dei ragazzi del Liceo d'Azeglio a fine '800, ma anche la prima Juve di Conte (2011/12) e la seconda di Allegri (15/16). 

Squadre con tanta qualità nei piedi, ma soprattutto solide, blindate, capaci di mettere la difesa come primo tassello sulle loro vittorie. Luciano Spalletti proverà a seguire quel solco, in attesa di un mercato che gli deve ancora regalare il portiere titolare e forse anche un difensore centrale. Intanto le amichevoli danno segnali incoraggianti: 3 vittorie, 1 pareggio e nessuna sconfitta, con ciliegina sulla torta di 0 gol subiti che non è un dato comune.

Il tecnico bianconero ha avvertito l'ambiente nelle interviste post partita ("È solo calcio d'agosto..."), ma intanto la sua è una Juve potenzialmente più forte di quella a cui a maggio era sfuggita la qualificazione per la Champions League. Kolo Muani e Alajbegovic potranno fare la differenza, in attesa di vederli sul campo dopo che sono stati preservati contro il Chelsea. 

La stella è e deve essere Kenan Yildiz, finalmente all'opera dopo aver allontanato la tendinopatia al ginocchio. Solo qualche carezza delle sue al pallone nella ripresa contro gli inglesi, ma abbastanza per servire l'assist a Zhegrova e far capire ai campioni del Mondo che il ritmo in campo cambia quando entra lui. Lo stesso kosovaro a volte si piace ancora troppo, insiste su dribbling impossibili, ma ha comunque lo strappo e la velocità per fare male sulla destra. Se poi aggiunge anche questi gol al repertorio, potrebbe davvero meritarsi ancora un posto in rosa. 

Jonathan David continua invece la sua rincorsa a rilento: solo mezz'ora in campo come programmato, a inizio ripresa, per l'attaccante che quando vede il bianconero fatica a ingranare le marce giuste. Dopo il Mondiale con il Canada, è rientrato da poco e deve ancora trovare la condizione migliore. Certo che quell'assist mancato per Koopmeiners, solo davanti al portiere, a metà ripresa, ancora grida vendetta e sottolinea una lucidità tutta da affinare. Spalletti avrà la pazienza per riprovarci? 

Fuori dal gioco anche Arek Milik, in un primo tempo in cui la Juventus ha impiegato più di mezz'ora per uscire dal guscio e trovare le contromisure al gioco del Chelsea per poi farsi vedere in avanti. Crescevano Miretti, Boga e Cambiaso alto a destra, non il polacco. Poche sponde utili e appena un tiro poco insidioso da lontano. 

La mediana Locatelli-Douglas Luiz è sperimentale: c'è qualità, ma serviranno test più probanti per giudicarla fino in fondo, sempre che il mercato non dia nuova linfa al reparto, al momento orfano di Thuram.

Mentre la difesa, non a caso il reparto meno modificato dall'allenatore nel corso della gara, ha risposto bene. Ancora porta involata per Di Gregorio e poi Perin e non era certo impossibile davanti all'inconsistenza di Joao Pedro e Delap, ma soprattutto una buona sensazione di controllo, a differenza della fine della scorsa stagione. Kalulu, Kelly, Gatti e Celik non hanno sfigurato, Bremer è subentrato con la solita grinta. 

L'intervento "cattivo" nel finale su Essugo, a scatenare il parapiglia tra le squadre, ha dato l'impressione che il difensore brasiliano non si senta affatto fuori dal progetto, né che voglia salutare Torino.